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Ilaria Cucchi: "Dopo la lettera dell'Arma mi sento meno sola, i giudici ora abbiano coraggio"

La sorella di Stefano commenta su Facebook e parla dall'Aula della Corte d'Assise nel giorno dell'interrogatorio del carabiniere Francesco Tedesco

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"L'abbraccio dell'Arma ci arriva oggi, caldo e finalmente rassicurante". Ilaria Cucchi, dalla Corte d'Assise, nel giorno in cui Francesco Tedesco, imputato insieme ad altri due colleghi nel processo bis sulla morte del fratello Stefano, confesserà in aula quanto già messo a verbale, commenta così la lettera scritta dal generale Giovanni Nistri. "Ora tutto si svolgerà su un altro piano, quello medico-legale - aggiunge, riferendosi anche al suo ultimo post su Facebook. - Mi rivolgo ai giudici: abbiate coraggio".

"Mi sono emozionata a leggere la lettera di Nistri" "La lettera scritta di proprio pugno dal generale Nistri - racconta ai microfoni di NewsMediaset Ilaria Cucchi - rappresenta un momento estremamente significativo per la mia famiglia, che per anni non solo si è sentita abbandonata, ma tradita". "E' un momento di svolta - aggiunge - ed è un enorme segnale perché la parte lesa, come dice il generale Nistri, non è solo la famiglia, ma anche l'Arma e ciò che rappresenta". "Leggerla - confessa - è stato molto emozionante; ho pensato che finalmente non siamo soli e che l'Arma è fatta dalla parte buona rappresentata dalla stragrande maggioranza dei carabinieri".

"Il generale Nistri ci è vicino e non manca di farci sapere che il suo dolore è il nostro, che la nostra battaglia di verità è anche la sua". Inizia così il lungo post su Facebook in cui Ilaria Cucchi raccontava di aver ricevuto la lettera. "L’Arma non rimarrà spettatrice nei confronti dei depistatori - continua il messaggio. - I giudici ora abbiano coraggio e responsabilità ed acquisiscano quei documenti di verità imbarazzanti che fanno ora paura solo agli imputati di oggi. Ci sarà anche mia madre, nonostante la sofferenza per la grave malattia, ad ascoltare Tedesco che le racconterà come è stato ucciso suo figlio".

"Ora tutto si svolgerà su un altro piano, quello medico-legale" La vicenda, dunque, ora è in mano ai giudici. "Tutto si svolgerà su un altro piano, quello medico-legale - ha sottolineato Ilaria Cucchi ai microfoni di NewsMediaset. - Così mi rivolgo ai giudici: acquisite la documentazione del dottor Musarò, perché dimostra che tutto era già deciso, dai carabinieri oggi indagati, un istante dopo la morte di mio fratello". "Quel processo era sbagliato, quel processo era già scritto - conclude. - A nove anni dai fatti la mia famiglia ne esce devastata ma andiamo avanti perché siamo alla svolta, in un processo vero. Per quanto riguarda le botte, è tutto chiaro".

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