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Reddito di cittadinanza, maxisanzioni per chi viene trovato a lavorare in nero

Nuovi emendamenti in commissione bilancio al Senato per stanare i possibili "furbetti"

ansa

La Lega prova a rendere ancora più dure le sanzioni per i furbetti del Reddito di Cittadinanza. Con un emendamento al decretone approvato dalla commissione Lavoro del Senato, si chiede l'estensione delle maxi sanzioni anche a chi viene trovato a lavorare in nero. Via libera anche alla modifica che estende la decadenza del reddito al nucleo dove ci sia un lavoratore co.co.co per il quale non siano state inviate le comunicazioni obbligatorie.

L'emendamento al decretone su reddito e quota 100 estende l'aumento del 20% delle sanzioni per il lavoro sommerso, previsto per chi impiega stranieri ireegolari o minori in età non lavorativa, anche a chi impiega percettori di Reddito di Cittadinanza. Un altro emendamento approvato estende anche ai co.co.co., oltre che ai dipendenti e agli autonomi, la revoca del reddito di cittadinanza in caso di mancata comunicazione dell'avvio dell'attività lavorativa ai centri per l'impiego.

Ci sarà poi più tempo per gli stessi centri per l'impiego e per i comuni per segnalare le violazioni del patti per il lavoro e l'inclusione da parte di un percettore. Un emendamento del relatore estende il termine per la comunicazione all'Inps da cinque a 10 giorni.

Revoca del reddito estesa a reati di terrorismo e mafia - Il reddito di cittadinanza sarà revocato, con l'obbligo di restituire quanto percepito, dopo una sentenza passata in giudicato per reati di terrorismo e mafia e non solo a seguito di condanne per truffa aggravata. E' quanto fatto passare con un altro emendamento. In particolare, la norma estende la revoca del reddito di cittadinanza per i reati di associazione con finalità di terrorismo, attentato per finalità terroristiche o di eversione, sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione, associazioni di tipo mafioso, scambio eletorale politico-mafioso, strage.

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