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Reddito di cittadinanza, stretta sugli extracomunitari: serve il timbro del consolato

E' quanto prevede un emendamento della Lega al "decretone". I rifugiati politici sono esentati dall'obbligo di certificazione

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Si complica il percorso del reddito di cittadinanza per gli stranieri extracomunitari. La commissione Lavoro del Senato ha approvato un emendamento della Lega al "decretone", che vincola l'accesso alla presentazione di una certificazione di reddito e patrimonio e del nucleo familiare rilasciata dallo Stato di provenienza, "tradotta in italiano e legalizzata dall'Autorità consolare italiana". Esentati i rifugiati politici.

La misura non vale neanche per chi proviene da Paesi dai quali non è possibile ottenere la certificazione. Il ministero del Lavoro avrà però tre mesi per stilare la lista dei Paesi interessati.

Familiari di persone disabili accetteranno offerte solo entro i 100 km - Con un altro emendamento della Lega approvato in serata, ora i familiari di persone disabili saranno tenuti ad accettare un'offerta di lavoro solo se entro i 100 chilometri dalla loro residenza. La modifica al Decretone, approvata in commissione Lavoro al Senato, è stata sottoscritta anche da M5s, Fi e Fdi. Il provvedimento riduce da 250 chilometri a 100 chilometri la distanza entro la quale le offerte di lavoro successive alla prima, per i beneficiari del reddito, vengono ritenute "congrue".

Ritirati altri emendamenti - Durante la riunione in Commissione Lavoro al Senato, Lega e M5s hanno ritirato altri emendamenti, con proteste da parte delle opposizioni che hanno lamentato una compressione dello spazio dei propri interventi. Tra le norme 5 Stelle "saltate" figurano anche l'estensione ai beneficiari del reddito di cittadinanza delle tariffe elettriche e del servizio idrico agevolate e il beneficio maggiorato al del 15% in caso un figlio sia studente fuori sede. Tra le proposte ritirate della Lega sfuma invece la possibilità del rinnovo una sola volta per il Rdc, la non cumulabilità degli incentivi per le imprese con il "bonus Sud" e l'obbligo del servizio civile di un anno per i richiedenti del reddito di cittadinanza.

Senatori Pd: "Esame farsa, nessuna tutela per i più deboli" - L'esame del decretone "con le misure bandiera della maggioranza del reddito di cittadinanza e di quota 100 è una farsa". E' quanto sostengono i senatori del Pd della commissione Lavoro Edoardo Patriarca, Annamaria Parente, Mauro Laus e Tommaso Nannicini. "Dopo aver fatto finta di lavorare e di confrontarsi, Lega e M5s non sono d'accordo su niente e quindi ritirano tutti gli emendamenti su cui gravano nodi politici. Nessun emendamento a tutela delle famiglie con minori e con persone disabili, nessun chiarimento sulle politiche attive del lavoro. Ne uscirà una misura iniqua, che aumenterà le disuguaglianze".

La replica del M5s: "Il Pd si ricorda adesso dei più deboli" - Non si è fatta attendere la replica del Movimento al Partito democratico. "Incredibile ma vero, dopo essere stato al governo dal 2011 a metà del 2018, adesso il Pd si ricorda dell'esistenza delle fasce più deboli della popolazione", recita una nota dei senatori 5 Stelle in Commissione Lavoro. "Tutto quello che sono riusciti a produrre in sette anni alla guida del Paese, periodo in cui il numero di persone in povertà assoluta è esploso passando da 2,6 a oltre 5 milioni di persone, è stato il ReI. Un provvedimento assistenzialista approvato pochi mesi prima delle elezioni, giusto in tempo per la campagna elettorale".

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