Lasciamo da parte rap e trap, che in questo periodo imperversano nel nostro Paese. Rituffiamoci nel mondo hip hop, quello mutante, facendoci trascinare su un ottovolante afro-futurista dagli americani Shabazz Palaces. Il duo proveniente da Seattle e formato da Ishmael Butler e dal multi-strumentista Tendai "Baba" Maraire ha dato alle stampe l'ultima fatica discografica nel 2017. "Fatica" nel vero senso della parola, un doppio concept album, "Quazarz vs. The Jealous Machine" e "Quazarz:Born on a Gangster Star". Arrivano in Italia per presentarlo dal vivo in due date, sabato 9 febbraio al Bronson di Ravenna e lunedì 11 febbraio al Circolo Magnolia di Segrate (Milano).
Gli Shabazz Palaces avevano stupito tutti dall'inizio per essere stati messi sotto contratto dalla Sub Pop, storica etichetta indie (Nirvana, Dinosaur Jr, White Stripes) che con gli anni è entrata pienamente in aree hip-hop anche con i Clipping. L'esordio targato 2011, “Black Up”, aveva destabilizzato per gli astrattismi elettronici e il beat classico spezzettato. Che poi è diventato il loro linguaggio, caricato di una discesa psichedelica e allucinogena nel seguito "Lese Majesty" del 2014.
Astrattismo con accenti psych e sensibilità estetica hanno trovato la loro piena e personale forma negli ultimi due episodi della loro discografia, che sono stati pubblicati a luglio 2017. Una musica spazial-fantascientifica, tra tribalismo oscuro, bassi, synth come lame conficcati in un'elettronica gorgogliante, mentre il rap si fa annoiato e fumoso: un jazz-rap cosmico che potrebbe essere terra d'atterraggio di un'astronave con dentro Sun Ra e Flyng Lotus.