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Migranti, Cei: "Pronti a farci carico dei minori a bordo della Sea Watch"

"Il dramma che si consuma davanti alle nostre coste non può lasciarci in silenzio", ha detto monsignor Stefano Russo

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La Cei ha annunciato di essere pronta a farci carico dell'accoglienza dei minori che si trovano a bordo della nave Sea Watch. "Pur condividendo che la risposta a un fenomeno così globale come quello migratorio chiama in causa tutti i Paesi europei, il dramma che si consuma davanti alle nostre coste non può lasciarci in silenzio", ha detto il segretario della Conferenza episcopale, monsignor Stefano Russo.

Come è già accaduto ad agosto per i migranti della Diciotti, anche questa volta la Comunità Papa Giovanni XXIII, che poi ospitò la gran parte degli eritrei a bordo, è pronta ad aprire le porte ai minorenni bloccati da otto giorni sulla Sea Watch dei quali il procuratore dei minori di Catania ha sollecitato lo sbarco immediato come prevede la legge. Paolo Ramonda, presidente della Papa Giovanni, ha fatto sapere che per i 13 ragazzi minori, 8 dei quali non accompagnati, è pronta la casa "Annunziata" di Reggio Calabria.

Appello di Oim, Unhcr e Unicef. L'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni , l'Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati e l'unicef esprimono "grave preoccupazione per la situazione dei 47 migranti e rifugiati soccorsi lo scorso sabato dalla nave SeaWatch, ai quali non è stato ancora garantito un porto di approdo sicuro. La nave si trova adesso in acque italiane dove ha potuto cercare riparo dalle difficili condizioni meteo che stanno interessando il Mediterraneo in questi giorni. La situazione a bordo è critica in quanto, non essendoci abbastanza posto all'interno dell'imbarcazione, alcune delle persone sono obbligate a restare all'esterno, sul ponte. Questa situazione non può essere protratta a lungo, soprattutto in un periodo difficile come quello invernale, con basse temperature e mare mosso".

Cardinale Sepe: "Non dobbiamo chiudere gli occhi". "Di fronte ai problemi di una umanità che soffre non dobbiamo fare discussioni". E' il commento del cardinale Crescenzio Sepe sulla questione della nave Sea Watch, in mare da una settimana con 47 migranti a bordo. "Se vedo che un fratello sta male, non si possono chiudere gli occhi o otturarsi le orecchie" conclude.

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