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"La mia verità su Gianni Versace"

Antonio D'Amico parla del compagno

“Dopo la morte di Gianni, per i Versace non sono più esistito e non so il perché”. A nove anni dalla morte del re della moda, Antonio D’Amico, suo compagno per 15, si toglie ben più di un sassolino dalla scarpa e, dalle colonne di Chi, anticipa il suo libro-verità. Un rapporto non certo idilliaco con Donatella, sorella dello stilista, la rinuncia a una parte d’eredità, fino a una nuova vita e un giovane amore.

“Donatella non mi ha mai amato – racconta D’Amico – neppure negli anni in cui sono stato con Gianni; mi piacerebbe che sua figlia Allegra, per la quale io sono stato zio Antonio, un giorno potesse farmi una telefonata”.

Dopo l’omicidio di Versace a Miami, D’Amico lasciò l’azienda della famiglia in cui aveva responsabilità delle licenze della griffe, di alcuni marchi, degli accessori e rinunciò ad una parte di eredità. Allontanato dalla famiglia del suo uomo racconta di aver trascorso momenti difficili. “Ero sul bordo di un buco nero – confessa – mi sentivo respinto”. All’improvviso, si è trovato così solo e depresso da pensare di farla finita ingerendo tranquillanti.

Solo l’amicizia di Elton John e Maurice Béjart e l’affetto per Lady Diana hanno permesso a D’Amico di riprendersi dal lutto. E oggi, a 47 anni, ha voluto scrivere un libro-intervista con il suo attuale manager, Rody Mirri, “per dare a Gianni il giusto trionfo come uomo” e su quella morte ha la sua versione.

Ora dal mondo della moda starà lontano per un po’: “Ho bisogno di disintossicarmi”, confida. Nel suo futuro ci sono l’apertura di un ristorantino sul Lago di Garda e progetti d’amore con Alberto, suo nuovo compagno dai grandi occhi azzurri con cui passa le vacanze nella casa di San Pietro Vernotico, fra Brindisi e Lecce.