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I 10 mld promessi da Macron faranno volare il deficit francese oltre il 3%

Le misure del presidente servono a disinnescare la crisi dei gilet gialli. Ma comprometteranno pesantemente i conti pubblici del Paese

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Le misure annunciate da Emmanuel Macron per disinnescare la crisi dei gilet gialli in Francia costeranno 10 miliardi di euro, facendo così sforare a Parigi il 3% del rapporto tra deficit e Pil. Il presidente ha promesso i provvedimenti sociali, ma senza le coperture, quindi il limite sarà sicuramente superato.

Le promesse di Macron - Sembra che l'impatto sarà un deficit al 3,5% nel 2019, come ha riconosciuto il premier Edouard Philippe. Oltre ai cento euro in più concessi sul salario minimo, alla detassazione degli straordinari e allo stop a un contributo fiscale per il 70% dei pensionati, Macron ha disposto anche il congelamento delle spese bancarie. Un salasso per i conti pubblici e un'importante concessione alle richieste dei gilet gialli, che si spaccano a metà sull'opportunità o meno di continuare le proteste.

Gilet gialli, movimento diviso - Mentre i partiti della Gauche (Partito socialista, France insoumise e comunisti) hanno depositato una mozione di censura (sfiducia) contro il governo, c'è chi vorrebbe accettare la mano tesa di Macron e chiudere la lotta. Jaclin Moraud, portavoce dell'ala moderata che aveva condannato le violenze e aperto al dialoogo con i governo, invoca il ritiro dei blocchi stradali. "E' tempo di uscire da questa crisi", perché "non possiamo passare il resto della nostra vita sulle rotatorie", ha affermato, accodandosi ai ripetuti allarmi sul "crollo dell'economia e i negozianti pronti a chiudere". Insomma, ha avvertito, serve una "tregua" perché "non possiamo renderci responsabili di una moltitudine di fallimenti".

Quanto alle misure annunciate da Macron, la maggioranza del movimento le ritiene "soddisfacenti" ma non "sufficienti". E la tensione resta alta.

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