FOTO24 VIDEO24 2

Gilet gialli, guerriglia a Parigi | Macron: vergogna per gli aggressori

I manifestanti hanno dato fuoco a cassonetti e barricate e gli agenti hanno lanciato lacrimogeni. Oltre 100mila i dimostranti in tutta la Francia, 8mila a parigi. Arrestate 130 persone

-afp

Dopo quasi otto ore di guerriglia tra i gilet gialli e gli agenti, gli Champs Elysées a Parigi sono stati evacuati e la situazione sta gradualmente ritornando alla normalità. La portavoce della prefettura, Johanna Primevert, ha spiegando che il bilancio finale di una giornata di disordini e scontri è di venti feriti tra i manifestanti e quattro tra i poliziotti. Si contano poi 42 arresti a Parigi e 130 in tutta la Francia.

Lacrimogeni sugli Champs Elysées - I lacrimogeni e il fumo delle barricate incendiate hanno invaso gli Champs-Elysées per tutto il giorno, con le manifestazioni dei gilet gialli sfociate in violenti scontri. È stata una giornata carica di tensione quella scelta per il "secondo atto" delle mobilitazione dai manifestanti che si oppongono all'aumento dei costi del carburante e più in generale al carovita.

A Parigi il dispositivo di sicurezza era massiccio, mentre la protesta era stata autorizzata solo al Champ-de-Mars, ai piedi della Tour Eiffel, dove erano stati previsti barriere e cordoni di sicurezza. A metà mattina però alcuni gruppi, riconoscibili dai gilet giallo fluo, si sono rapidamente spostati verso gli Champs-Elysées, nonostante i cordoni di polizia antisommossa e i gendarmi che vietavano il passaggio a una vasta zona attorno al vicino palazzo presidenziale.

Macron nel mirino dei manifestanti - I dimostranti scandivano slogan come "Macron dimissioni" e "Macron ridacci la grana". Un cordone di polizia è stato sfondato in fretta dalla folla che voleva raggiungere place de la Concorde, già in zona vietata. Poi la situazione è degenerata: giovani con i volti coperti hanno cercato lo scontro, lanciando fumogeni e oggetti di ogni tipo contro gli agenti, dalle bottiglie ai sampietrini. La polizia ha risposto con lacrimogeni e cannoni ad acqua e i disordini sono proseguiti per ore, arrivando anche sotto l'Arco di Trionfo. Delle barricate, tirate su in mezzo alle strade dai gilet gialli, sono state incendiate e i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnerle. Altri cortei a Parigi sono stati pacifici, così come nel resto del Paese. Secondo i dati ufficiali in tutto i gilet gialli sono stati 106.301, di cui 8mila a Parigi. Pochi in confronto ai 282.710 di sabato scorso, alla stessa ora.

Irruzione dei gilet gialli nella casa di una deputata di En March - C'è stato anche un attacco diretto a un'esponente politica: venerdì sera una quarantina di gilet gialli con il volto coperto da passamontagna o caschi hanno fatto irruzione nella casa di famiglia di una deputata di En Marche, Mireille Robert, nel sud-ovest della Francia, vicino a Tolosa. La proprietà viticola della deputata, a Limouz, in una zona molto isolata, è stata invasa dai manifestanti che hanno minacciato i presenti e dato fuoco ad alcune tavole prima di fuggire. "Gesto ignobile", ha twittato Benjamin Griveaux, portavoce del governo.

Macron: "Grazie alla polizia, gli aggressori si vergognino" - Al termine della giornata, dopo che la polizia è riuscita a evacuare gli Champs Elysées, il presidente Emmanuel Macron ha twittato: "Grazie alla nostre forze dell'ordine per il coraggio e la professionalità. Vergogna per quelli che le hanno aggredito. Vergogna per chi ha provato a intimidire dei politici. Non c'è posto per queste violenze nella Repubblica".

Attacco alla Le Pen - Ed è scoppiata anche la polemica politica: all'origine una frase del ministro dell'Interno, Christophe Castaner, che ha accusato la leader dell'estrema destra, Marine Le Pen, di aver invocato le violenze. Castaner ha parlato della "mobilitazione dell'ultradestra" tra i manifestanti nel centro di Parigi, dove le forze dell'ordine hanno dovuto "respingere i sobillatori" che "hanno risposto all'appello di Marine Le Pen e vogliono mettersi contro le istituzioni".

La leader del Rassemblement National gli ha risposto subito: "Avevo chiesto al governo perché non desse ai gilet gialli l'autorizzazione a manifestare sugli Champs-Elysées. Oggi Castaner usa questa domanda per colpirmi. È patetico e disonesto". Tra i commenti dell'opposizione, critica verso il governo, anche quello di Jean-Luc Mélenchon, leader del movimento di sinistra France insoumise: il ministro dell'Interno, ha dichiarato, "vorrebbe che la protesta dei gilet gialli fosse dell'estrema destra e poco numerosa. La verità è che è la manifestazione massiccia del popolo. E questa è la fine per Castaner".

Espandi