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Manovra, Juncker: "L'Italia non rispetta la parola data"

Il presidente della Bce, Mario Draghi, rincara la dose: "Paesi con un debito pubblico alto rispettino il patto di stabilità"

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"L'Italia non rispetta la parola data". Lo ha affermato il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, parlando della manovra italiana. Juncker ha lanciato anche un nuovo appello alle autorità italiane affinché "rispettino le regole per non mettere in pericolo la solidarietà europea".

Intervistato dal quotidiano francese Le Monde, il presidente della Commissione europea ha aggiunto: "Esamineremo il progetto italiano di bilancio 2019 tra il 15 ottobre e fine novembre, senza collera e senza parzialità. Il nostro compito non è rovesciare un governo o creare problemi con comportamenti inappropriati o dichiarazioni eccessive".

A rincarare la dose, pur non citando esplicitamente l'Italia, è intervenuto anche il presindente della Bce, Mario Draghi, che al meeting del Fondo monetario internazionale a Bali ha spiegato: "La crescita economica in corso nell'area euro richiede la ricostituzione dei buffer per le finanze pubbliche". E ciò, ha aggiunto, è di "fondamentale importanza per i Paesi in cui il debito pubblico è elevato e per i quali la piena adesione al Patto di stabilità e crescita è fondamentale per avere bilanci sani". Draghi ha quindi rilevato che "resta essenziale l'attuazione trasparente e coerente del quadro di governance fiscale ed economica dell'Ue, nel tempo e tra i vari paesi".

Di opinione diversa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, che parlando della nota di aggiornamento al Def ha spiegato: "Noi pensiamo che le ricette proposte in questi anni abbiano sicuramente fatto la fortuna di alcuni popoli europei, ma non quella del popolo italiano. E oggi noi, senza fare colpi di testa, senza essere irresponsabili, sappiamo perfettamente che serve fare un braccio di ferro per portare avanti le proprie idee e rompere gli equilibri consolidati".

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