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Scontri in Libia, Al Sarraj proclama lo stato d'emergenza a Tripoli

Continua l'avanzata dei ribelli, l'ambasciata italiana resta aperta

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Il presidente del governo di unità nazionale della Libia, Fayez Al Sarraj, ha proclamato lo stato d'emergenza per gli scontri tra milizie intorno a Tripoli. La decisione è stata assunta "per proteggere i cittadini, gli impianti e le istituzioni vitali che richiedono tutte le misure necessarie". Intanto diversi media locali riferiscono dell'avanzata a sud della settima Brigata, con violenti combattimenti lungo la strada verso l'aeroporto.

Il consiglio presidenziale ha condannato apertamente gli scontri che continuano da una settimana, definendoli "un attentato alla sicurezza della capitale e dei suoi abitanti, davanti ai quali non si può restare in silenzio". L'obiettivo dei combattimenti "è quello di interrompere il processo pacifico di transizione politica", cancellando "gli sforzi nazionali e internazionali per arrivare alla stabilizzazione del Paese".

Il consiglio ha inoltre ammonito le milizie a "rispettare la tregua" e interrompere ogni azione militare verso la capitale. Ma l'avanzata dei ribelli non sembra avere alcuna intenzione di fermarsi. I media rilanciano i proclami della settima Brigata, che nei giorni scorsi aveva respinto il cessate il fuoco, ripromettendosi di continuare a combattere "fino a che non ripulirà Tripoli dalle milizie armate" accusate di corruzione. I ribelli hanno annunciato l'imminente assalto al quartiere di Abu Salim, tristemente celebre perché vi sorge il carcere dove il defunto rais Muammar Gheddafi fece strage di oppositori nel 1996, quasi 1.300 i prigionieri massacrati a colpi di granate.

Difesa: "Truppe italiane in sicurezza" - L'ambasciata italiana in Libia, sfiorata sabato da un razzo che ha centrato un hotel della zona, "resta aperta, ma con una presenza più flessibile che si sta valutando sulla base delle esigenze e della situazione di sicurezza". Lo fa sapere la Farnesina. Fonti della Difesa hanno poi assicurato che le truppe italiane impegnate in Libia sono "totalmente in sicurezza". Anche all'ospedale di campo di Misurata non si registrano problemi.

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