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Commissario Oettinger: Italia non paga 20 miliardi a Ue, ma tre

"Vanno tenuti in considerazione i fondi che tornano indietro", dicono da Bruxelles. Di Maio tira dritto: "Pronti a mettere veto al bilancio"

-afp

"Dobbiamo correggere le cifre" che il vicepremier Luigi Di Maio ha dato sul contributo italiano all'Ue, "non sono 20 miliardi all'anno", questa cifra "è unacaricatura". Lo ha ribadito il commissario Ue al bilancio Guenther Oettinger ricordando che "l'Italia paga 14, 15, 16 miliardi l'anno ma se si prende inconto quel che ricevono dal bilancio Ue, questo lascia un contributo netto sui 3 miliardi l'anno".

Oettinger ha rilasciato un'intervista a Politico.eu in cui spiega che i fondi Ue vanno ai "programmi di coesione, ricerche e infrastrutture, per esempio al tunnel di base del Brennero" in quanto gli Stati membri "sono in ultimo i beneficiari della politica di bilancio europea". Quanto alla minaccia di veto al bilancio Ue, "ne prendiamo nota, ma non abbiamo intenzione di reagire", ha detto Oettinger, che ha ammesso che "sino a due anni fa l'Europa dava troppo poco sostegno all'Italia" sui migranti. Da allora, però, "la Commissione sta facendo quello che è in suo potere" per aiutare l'Italia, perciò questa "ha in noi un partner".

Oettinger ha avvertito che "non si dovrebbe mescolare i doveri sulle migrazioni e la politica di bilancio europea". Il commissario Ue aveva già detto la scorsa settimana che una sospensione dei pagamenti sarebbe stata una violazione e avrebbe portato a "sanzioni severe". Allo stesso tempo, il commissario Ue dalla Germania ha sottolineato che l'Unione è stata a lungo "passiva" in termini di migrazione verso l'Italia. Solo per ragioni geografiche, Roma ha dovuto "fare molto per il salvataggio, la prima accoglienza e l'integrazione dei rifugiati".

Di Maio: "Veto su bilancio non è farsa" - "Secondo l'Europa il veto del governo italiano sul bilancio e sui contributi netti è una farsa. Questo la dice lunga sulla considerazione che hanno del nostro Paese. Evidentemente sono abituati a premier e ministri italiani che vanno a Bruxelles con il cappello in mano. Il commissario Oettinger ammette che sui migranti siamo stati lasciati soli, e poi si accoda sulla scia del 'non si può fare'. La musica in Europa è destinata a cambiare, il finanziamento non è un dogma e non lo sarà nemmeno quando si inizierà a parlare di una vera solidarietà, e non di vincoli insostenibili tanto dal punto di vista sociale quanto da quello economico". Questa la risposta su Facebook del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio.

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