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Crollo del ponte, Conte: "Iniziato l'iter di revoca della concessione" | Il Mit: "Autostrade responsabili delle verifiche"

Il tecnico della commissione d'inchiesta: "Rottura strallo ipotesi seria di lavoro". Il premier annuncia l'invio alla società della lettera per rescindere il contratto

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Il premier, Giuseppe Conte, ha annunciato l'avvio formale dell'iter di revoca della concessione, con l'invio della lettera ad Autostrade, sottolineando che il disastro è un "fatto inoppugnabile" e che proprio della società era "l'obbligo di prevenirlo". Nel merito il ministero dei Trasporti aveva infatti chiarito in giornata che "qualsiasi verifica strutturale sulle opere in concessione" è compito "del concessionario".

"Oggi - spiega il premier in un comunicato - il governo, tramite la competente direzione del ministero delle Infrastrutture, ha formalmente inoltrato ad Autostrade per l'Italia la lettera di contestazione che avvia la procedura di caducazione della concessione. Il governo contesta al concessionario che aveva l'obbligo di curare la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'autostrada A10, la grave sciagura che è conseguita al crollo del ponte".

La società, spiega il presidente del Consiglio "avrà facoltà di far pervenire le proprie controdeduzioni entro 15 giorni, fermo restando che il disastro è un fatto oggettivo e inoppugnabile e che l 'onere di prevenirlo era in capo al concessionario su cui gravavano gli obblighi di manutenzione e di custodia".

Inoltre, mette in chiaro Conte, "si è diffusa la notizia che Autostrade per l'Italia sarebbe disponibile a ricostruire il ponte a sue spese. Se questa proposta verrà formalizzata il governo la valuterà, ma non come contropartita della rinuncia a far valere la voce di tutte le vittime di questa immane tragedia".

Nel 2017 e nel 2018 sei contestazioni contro Autostrade - In merito ad alcuni articoli in cui si fa riferimento ai controlli del ministero sulle concessioni, il dicastero ha precisato che "non corrisponde al vero che non siano state sollevate contestazioni di inadempimento ad Autostrade per l'Italia".

L'ultima contestazione, aggiungono al Mit, "risale al 28 giugno 2018. La società è stata destinataria, solo nel 2017, di 5 contestazioni di inadempimento. Avverso i provvedimenti assunti dalla Direzione Generale per la Vigilanza sulle Concessionarie Autostradali sono attualmente pendenti 25 ricorsi attivati da Autostrade per l'Italia S.p.A.".

Ad Autostrade spettava il compito di controllare i lavori- "Il controllo che deve svolgere questa amministrazione afferisce un ambito dal quale risulta completamente esclusa qualsiasi verifica strutturale sulle opere in concessione, che è invece compito del concessionario, come peraltro acclarato dall'articolo 14 del Codice della Strada. I controlli del concedente sono prioritariamente rivolti all'ottemperanza degli obblighi convenzionali", ha ribadito.

La linea dura del M5s e quella morbida della Lega - Giovedì era emersa una differenza di vedute tra le due forze del governo su come gestire il caso della concessione ad Autostrade per l'Italia. Se il M5s e il premier Conte infatti non fanno sconti alla società per il disastro di Genova e hanno confermato la revoca della concessione, la Lega invece ammorbidiva le minacce. Solo in serata poi era intervenuto il ministro dell'Interno Matteo Salvini per affemare che "il governo è coeso". Sempre in serata il Mit aveva annunciato una commissione d'inchiesta per fare luce sul crollo del ponte Morandi.

Brencich: "Rottura tirante ipotesi seria di lavoro" - La rottura di un tirante "è un'ipotesi di lavoro seria". Lo ha affermato Antonio Brencich, docente dell'università di Genova e membro della commissione dei Trasporti e delle Infrastrutture che deve accertare le cause del crollo. Brencich ha fatto un breve sopralluogo nella zona del ponte crollato ma non è voluto entrare nel merito del lavoro della commissione. "La voce che gira è che il collasso sia stato attivato dalla rottura di uno strallo (come in gergo vengono chiamati i tiranti, ndr), ci sono testimonianze e video che vanno in questo senso".

Cento-duecento milioni per costruire il nuovo ponte - E adesso per costruire il nuovo ponte serviranno tra i 100 e i 200 milioni di euro, secondo il sindaco di Genova Marco Bucci che, durante la visita alla camera ardente, ha detto: "Al governo faremo richieste significative. Siamo nell'ordine delle decine di milioni di euro, oltre al costo della costruzione del nuovo ponte che stimo tra i 100 e i 200 milioni".

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