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Droga dello stupro, a Milano tre condanne fino a 12 anni

I ragazzi avrebbero stordito una 22enne con la benzodiazepina prima di stuprarla

carabinieri

Due condanne a 12 anni di carcere e una a 8 anni e 6 mesi. Si è chiuso così, in primo grado, il processo a carico di tre uomini arrestati, tra dicembre 2017 e gennaio 2018, perché stordirono una 22enne con la benzodiazepina, la cosiddetta "droga dello stupro", versata in un drink. La donna fu poi abusata in casa di uno dei tre a Bellusco, in Brianza. I giudici hanno riconosciuto l'aggravante dell'uso della droga.

Il Tribunale di Milano - che ha condannato Marco Coazzotti e Mario Caputo a 12 anni di carcere e Guido Guarnieri a 8 anni e 6 mesi per una violenza sessuale di gruppo ai danni di una 22enne avvenuta nell'aprile 2017 in un appartamento a Bellusco, in provincia di Monza e Brianza - ha anche disposto una serie di misure di sicurezza a pena espiata a carico degli imputati. Per tutti e tre, i giudici della decima penale hanno disposto la misura dell'obbligo della comunicazione alle forze dell'ordine della loro residenza e dei loro spostamenti quando usciranno dal carcere, oltre a prescrizioni negli orari per uscire di casa e al divieto di frequentare luoghi in cui si trovano minori. I giudici hanno anche condannato i tre imputati a un risarcimento provvisionale di 75mila euro a favore della vittima. Le motivazioni della sentenza arriveranno tra 60 giorni. 

"Sono innocente", ha gridato dopo il verdetto  Guido Guarnieri; Caputo, invece, è scoppiato in lacrime. Non sono mancati, inoltre, momenti di tensione sia dentro l'aula che nei corridoi, dove una donna, tra i familiari degli imputati, ha colpito con una mano la videocamera di un operatore della Rai. I difensori, gli avvocati Debora Piazza, Guido Camera e Eliana Zecca, hanno già annunciato ricorso in appello contro il verdetto.

La ricostruzione - Secondo le indagini, la sera del 13 aprile 2017, i tre sarebbero andati a prendere in auto la 22enne, con cui Coazzotti aveva un appuntamento, e poi avrebbero raggiunto insieme un locale di via Crema, nel capoluogo lombardo, dove avrebbero bevuto alcuni drink. Là, secondo il pm, che ha fatto riferimento anche alle immagini riprese quella sera dalle telecamere di sorveglianza del locale, uno dei tre avrebbe versato le benzodiazepine nel bicchiere della ragazza, ignara. I tre avrebbero poi portato la giovane a casa di Caputo, a Bellusco, dove sarebbe avvenuto lo stupro di gruppo. I giudici hanno confermato in pieno l'impianto accusatorio.

Le difese, invece, avevano sostenuto che andava verificata "l'attendibilita'" della giovane che aveva denunciato la violenza. "La ragazza è debole e condizionabile - ha detto nella sua arringa il legale Eliana Zecca - e si accompagna con ragazzi di contesti borderline". Il pm  Gianluca Prisco, titolare dell'inchiesta, aveva chiesto ai giudici di non concedere le attenuanti generiche ai tre imputati perché sarebbe stato "un insulto" per la vittima, e di applicare invece al reato di violenza sessuale di gruppo anche l'aggravante della "somministrazione di una sostanza stupefacente".

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