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Commissioni bicamerali, via libera: questa mattina l'elezione delle presidenze

Alla Vigilanza andrà Alberto Barachini indicato da Forza Italia, al Copasir Lorenzo Guerini del Pd

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Saranno convocati per questa mattina i membri della commissione di Vigilanza sulla Rai e del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir). La Vigilanza Rai dovrebbe riunirsi alle 9, il Copasir alle 10. Il candidato di Forza Italia per la presidenza della Vigilanza Rai sarà Alberto Barachini, mentre Maurizio Gasparri dovrebbe andare a guidare la Giunta per le elezioni e immunità del Senato. Al Copasir Lorenzo Guerini del Pd.

A tarda sera di martetdì, è quindi questo lo stato dell'arte sul dossier delle prime nomine di peso spettanti alla maggioranza giallo-verde: fumata bianca per il Dem Lorenzo Guerini alla presidenza del Copasir e l'azzurro Alberto Barachini alla Vigilanza Rai. Un accordo politico, che dovrà reggere alla prova dell'Aula, sul cda della Rai, che assegnerebbe un consigliere ciascuno a M5s, Lega, Fdi e Pd (diviso sulla scelta tra l'uscente Rita Borioni, il giornalista Michele Santoro e il direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori). Un nuovo rinvio su Cassa depositi e prestiti: M5S vorrebbe chiudere in giornata, ma la Lega frena. . Il pacchetto dovrebbe essere chiuso entro la settimana, ma restano da definire ancora caselle di peso, a partire da Cdp e dal presidente e amministratore delegato della Rai, in un difficile equilibrio tra M5s, Lega e ministero dell'Economia.

Il primo a essere eletto, alle 9, sarà il presidente della Vigilanza Rai: dopo lungo travaglio tra gli azzurri, è Silvio Berlusconi a dare il via libera all'indicazione di Alberto Barachini, neo-senatore e suo fedelissimo. Lo fa dopo un pranzo ad Arcore con Fedele Confalonieri che sosteneva la candidatura di Maurizio Gasparri, il nome più quotato nel gruppo di Fi. Contro Gasparri M5s prometteva barricate ma sarebbe stata soprattutto la voglia di rinnovamento del Cavaliere, a far prevalere Barachini. A Gasparri potrebbe ora andare la guida della giunta per le elezioni del Senato. Sempre in mattinata, ma alle 10, si voterà il presidente del Copasir, il deputato ed ex coordinatore Pd Lorenzo Guerini. Alla giunta per le elezioni della Camera andrebbe il Dem Roberto Giachetti (ma questa partita non è ancora chiusa) e alla giunta per le autorizzazioni il deputato di Fdi Andrea Delmastro Delle Vedove.

Alle 11, Camera e Senato si riuniranno poi per eleggere due membri ciascuno del cda Rai. Il M5s ha sottoposto cinque nomi al voto degli iscritti su Rousseau: prima classificata, con 6577 voti su 20mila, è Beatrice Coletti, consulente freelance, già produttore esecutivo per Mtv Italia. A lei dovrebbe andare uno dei quattro posti, mentre non dovrebbe farcela - se reggerà lo schema di massima - il secondo classificato, Paolo Cellini. Un altro nome sarà indicato dalla Lega, uno da Fdi (dovrebbe essere Giampaolo Rossi) e uno dal Pd, dove si registra una spaccatura: i senatori, Andrea Marcucci in testa, vorrebbero la conferma dell'uscente Rita Borioni, i deputati vorrebbero votare Michele Santoro, nome che metterebbe in difficoltà M5s, o Mauro Felicori, che ha ben figurato alla Reggia di Caserta.

Entro la settimana, forse venerdì, dovrebbe poi riunirsi il Consiglio dei ministri per i membri del cda indicati dal Mef, tra cui dovrebbero esserci futuro presidente e ad della Rai. Per la presidenza la Lega vorrebbe Giovanna Bianchi Clerici, ma M5s, all'interno del quale Fico spinge per scelte di alto profilo, insiste per un nome meno connotato politicamente. Per il ruolo di ad l'indicazione spetterebbe al M5s (che smentisce di voler aggirare il tetto sullo stipendio): in discesa le quotazioni di Fabrizio Salini, ex direttore de La7, di Fabio Vaccarano di Google Italia, e di Teresa De Santis, ex Pd poi epurata. Nel pomeriggio tornerà poi a riunirsi l'assemblea di Cassa depositi e prestiti. Ma non sarebbe ancora il momento della fumata bianca. Perché il nome di Dario Scannapieco (vicepresidente Bei) spinto da Mef e fondazioni come ad (in tandem con il dg gradito a M5s Fabrizio Palermo) non avrebbe il via libera della Lega.

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