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Trump toglie i finanziamenti alle cliniche che praticano l'aborto

La decisione rovescia una norma di Obama che impediva agli Stati di trattenere i soldi per queste strutture . Si torna ai tempi di Reagan.

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A sei mesi dalle elezioni di metà mandato, Donald Trump tira fuori dal cilindro una carta molto cara ai conservatori: la lotta al diritto all’aborto. È stata annunciata, infatti, la norma, da lui firmata il mese scorso, che permette agli Stati di non distribuire più soldi federali non solo alle cliniche statunitensi che praticano l'aborto, ma anche a quelle che forniscono consulenza alle pazienti che vogliono interrompere la gravidanza.

La legge è stata pensata soprattutto per colpire Planned Parenthood, organizzazione di cliniche non profit che fornisce molti servizi sanitari alle donne, tra cui l’aborto. La struttura, tra l’altro, si è battuta, facendo ricorso il 17 maggio, contro l’entrata in vigore di una norma molto restrittiva approvata in Iowa, secondo cui è vietato interrompere la gravidanza dopo le sei settimane, cioè non appena viene rilevato il battito cardiaco del feto.

La decisione del presidente americano capovolge una legge voluta dal suo predecessore Barack Obama che impediva agli Stati di trattenere i soldi federali destinati a queste strutture. Inoltre, segna il ritorno a una politica di Ronald Reagan del 1988 - poi abolita da Bill Clinton nel ‘94 - che sanciva la separazione dei servizi per l’aborto da altre attività di "pianificazione familiare".

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