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Johnny Marsiglia: "Per realizzare 'Memory' ho aperto il mio hard disk dei ricordi"

Dopo quattro anni di silenzio esce il nuovo album del rapper palermitano. Tgcom24 lo ha incontrato

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Anticipato dai singoli "Clessidra" e "Storie", esce "Memory", il nuovo album del rapper Johnny Marsiglia. Contiene 13 tracce che confermano il suo personalissimo stile in grado di unire la città in cui è cresciuto, Palermo con la sua cultura e la sua tradizione, e le radici multiculturali della sua famiglia. "Per questo disco abbiamo aperto l'hard disk dei ricordi per raccontare come siamo cresciuti" dice a Tgcom24.

"Memory" arriva a quattro anni dal precedente lavoro di Marsiglia e, anche questo, è prodotto da Big Joe. Per il duo marca un importante momento di svolta sia a livello personale che artistico. Infatti, dopo anni di trasferta a Milano Marsiglia e Big Joe sono tornati nella loro città natale. E "Memory" è anche il primo disco pubblicato con la nuova etichetta Sto Records/Atlantic, distribuito da Warner Music Italy, la stessa che vede nel suo roster Ghali e Capo Plaza.

Come mai un silenzio così lungo?
In realtà abbiamo continuato a fare musica ma non sentivamo l'esigenza di pubblicare un album anche se, sicuramente, in un periodo come quello che stiamo vivendo lasciare una pausa molto lunga tra un disco e l'altro non è un bene per un artista. Ma abbiamo preferito aspettare il momento giusto.

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Dopo anni in trasferta a Milano siete tornati a Palermo. Come ha influito sul disco?
Sicuramente tanto. Noi parliamo spesso della nostra città, lo abbiamo fatto anche in passato. Ma in questo disco in special modo, perché abbiamo fatto un disco in cui si parla di come siamo cresciuti, ricco di ricordi. Non a caso si intitola "Memory": è come se avessimo aperto l'hard disk della memoria. Quindi Palermo è protagonista perché è il luogo in cui le cose che raccontiamo sono avvenute.

E dell'esperienza milanese cosa vi è rimasto?
Ci è servita molto, perché è una città sempre in movimento e per la musica è molto importante. Quindi anche le esperienze che abbiamo fatto ci hanno aiutato e ci hanno permesso di arrivare a questo punto.

Dal precedente "Fantastica illusione" a oggi è cambiato molto nel rap italiano. Come vi rapportate con le nuove leve?
Bene, il nostro è un tentativo di essere qualcosa di diverso, senza per forza essere contro quello che sta succedendo. E' soltanto un modo per far capire quali sono le nostre personalità e la nostra musica. Noi cerchiamo di essere noi stessi ogni volta che facciamo qualcosa di nuovo.

Il rap è stato a lungo emarginato da certi circuiti. Negli ultimi anni invece ha trovolto il mondo mainstream. Come giudicate questo processo?
Big Joe: Sicuramente in maniera positiva. Tutta questa attenzione su questo genere non può che far bene. In Europa è così da anni, ora ci siamo avvicinanti anche noi alle altre realtà. 

L'album si intitola Memory e avete aperto l'hard disk della memoria, per i testi. E invece sul fronte sonoro le ispirazioni quali sono?
Big Joe: Per la prima volta abbiamo lavorato a un disco a quattro mani, nel senso che io facevo i beat ma Johnny era coinvolto al 100%. Quindi ci siamo fatti un po' influenzare entrambi dai dischi che ascoltiamo da sempre. Quindi è stato un modo di lavorare un po' diverso rispetto al passato ma molto bello.
Johnny: Diciamo che, con l'esperienza, abbiamo capito che lavorare con più teste, nella situazione giusta, non può che far bene a un brano.

Cosa vi piace di più del mondo rap/hip hop attuale?
Nel nostro disco il tentativo è di fare qualcosa di nuovo, quindi tutto quello che rispecchia questo modo di vedere il rap lo sentiamo nostro. Amiamo tutte quelle realtà che non vogliono omologarsi. Pensiamo al collettivo TDE di Kendrick Lamar, oppure ad artisti come J.Cole. Sicuramente ci hanno ispirato. 

LE DATE DELL'INSTORE TOUR:
Venerdì 18/05 Feltrinelli Torino Porta Nuova h.18
Domenica 20/05 Mondadori Milano Piazza Duomo h. 17,30
Martedì 22/05 Mondadori Roma Via Tuscolana h.18
Giovedì 24/05 Feltrinelli Palermo Via Cavour ore 18.30

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