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Recovery, riforma delle lauree abilitanti: possono valere come esame di Stato

Prevista nella bozza la "semplificazione delle procedure" per l'ingresso nelle professioni. Con tirocinio compreso nei corsi di laurea

Nelle "missioni" del Recovery Plan italiano, secondo l'ultima bozza, trova spazio anche la "riforma delle lauree abilitanti". Stando a quanto si legge nel testo, "la riforma prevede la semplificazione delle procedure per l'abilitazione all'esercizio delle professioni, rendendo l'esame di laurea coincidente con l'esame di Stato". In questo modo verrebbe semplificato e velocizzato l'accesso al mondo del lavoro da parte dei laureati. 

Tirocinio in università - Il tirocinio per accedere alle professioni verrebbe quindi svolto negli stessi corsi di laurea, con la conseguenza che l'esame di laurea diventerebbe anche la sede in cui svolgere l'esame di Stato di abilitazione professionale. Secondo quanto scrive il "Corriere della Sera, il modello si applicherebbe a Odontoiatria, Farmacia, Medicina veterinaria, Psicologia, ma anche alle lauree per edilizia e territorio, tecniche agrarie, alimentari e forestali, tecniche industriali che abiliterebbero alle professioni di geometra, agrotecnico, perito agrario e perito industriale laureato.

Next Generation Eu: alla scuola il 18% del totale - E in generale alla scuola e alla formazione delle nuove generazioni, protagoniste fin dal nome del programma, Next Generation Eu, e alla ricerca universitaria saranno destinati quasi 32 miliardi, il 18% del totale per il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). 

Più offerta negli asili - Si parte dagli asili con l'obiettivo di aumentare l'offerta di 228mila posti, di cui "152mila per i bambini 0-3 anni e circa 76mila per la fascia 3-6 anni". Un intervento essenziale, specie al Sud dove le possibilità di affidare i figli piccoli mentre si lavora sono minori che nel resto d'Italia. E poi la "costruzione o la ristrutturazione degli spazi delle mense per un totale di circa mille" scuole per spingere il tempo pieno, altro sostegno alle famiglie. Gli investimenti sono contenuti nella "missione" alla componente "aumento dell'offerta di servizi", che ha a disposizione complessivamente 19,88 miliardi.

Più palestre e strutture sportive - Tra le voci anche la costruzione o l'adeguamento strutturale di "circa 900 edifici da destinare a palestre o strutture sportive", anche per contrastare la dispersione scolastica, altro fenomeno che riguarda soprattutto il Sud e peggiorato con la didattica a distanza. Il costo stimato è di 700 milioni, con focus su "primo ciclo di istruzione e comunità locali". La durata del progetto è stimata in cinque anni (fino al 2026).

Per l'istruzione si pensa a potenziare gli istituti tecnici, ma soprattutto a una Scuola di alta formazione per dirigenti, docenti e amministrativi, "obbligatoria", specifica la bozza, "che svolgerà funzioni di indirizzo e coordinamento dell'attività formativa per tutto il personale". 

Un percorso che sarà collegato agli avanzamenti di carriera. Tra le prime analisi della "missione istruzione" quella del Forum Disuguaglianze e diversità, che individua possibili problemi nel settore asili e chiede di concentrare la maggior parte del finanziamento di 3,6 miliardi per l'espansione del settore dei nido pubblici. "Anche riducendo il target di copertura - afferma il documento del Forum -, ma mantenendo lo stesso obiettivo per ciascuna Regione". 

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