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Elezioni a luglio, per gli italiani sarebbe la prima volta in estate inoltrata

Prima volta anche di due elezioni politiche nello stesso anno

ansa

L'ipotesi di elezioni politiche a luglio porterebbe a una doppia novità. Per la prima volta, infatti, gli italiani sarebbero chiamati alle urne in estate inoltrata (in passato si è votato al massimo il 27 giugno). E sarebbe anche la prima volta di due elezioni politiche nello stesso anno. Per non parlare del record della legislatura più corta, che sarebbe frantumato: nel 1994 e nel 1996 le Camere furono sciolte dopo appena due anni, questa volta si tratterebbe di una manciata di mesi.

Il Parlamento deve essere sciolto dal presidente della Repubblica tra i 45 ed i 70 giorni prima della data fissata per le elezioni Politiche. Per avere il minimo di 45 giorni previsto, così da consentire il voto il 22 luglio, dunque, le Camere andrebbero sciolte al massimo il 7 giugno. Tuttavia, il ministero dell'Interno ha in più occasioni fatto rilevare che affinché la macchina elettorale proceda spedita e senza intoppi, tra lo scioglimento ed il voto di giorni ne servono almeno sessanta: il che vorrebbe dire sciogliere le Camere entro il 23 maggio. A rallentare il complesso ingranaggio del procedimento elettorale sono soprattutto gli adempimenti relativi al voto degli italiani all'estero, che si esercita per corrispondenza.

Se le Camere venissero invece sciolte entro la metà di settembre, la finestra per tornare al voto sarebbe tra la fine di ottobre e la fine di novembre: in questo lasso temporale dovrebbero tenersi elezioni regionali in Trentino e in Basilicata. Se così fosse, l'Italia voterebbe per la prima volta per le Politiche in autunno: fino ad ora le elezioni si sono sempre tenute tra marzo e giugno tranne che nel 2013, quando si votò il 24 e 25 febbraio.

Vacanze e mondiali, gli "scogli" sul voto di luglio - La data più probabile resta comunque quella di luglio anche se il voto in estate secondo molti vedrà molti ostacoli. Piazzare la consultazione in pieno periodo "balneare" espone ovviamente al rischio di basse affluenze. Il 4 marzo, a dispetto delle previsioni, la partecipazione al voto ha tenuto e ben al di sopra delle aspettative, toccando il 73%. Ma è un risultato difficilmente ripetibile in estate.

Volendo andare a spulciare le date, il 14 giugno partono poi i mondiali di calcio, che termineranno il 15 luglio: è vero che l'Italia non si è qualificata, ma il football, si sa, è' un catalizzatore e in accoppiata con le vacanze rischia davvero di distogliere molti italiani, già provati da mesi di campagna elettorale, dall'attenzione per la politica e le sue scadenze.

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