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Spagna, alcuni deputati accusano Juan Carlos: nasconde un tesoro in Svizzera

Il figlio Felipe aveva promesso maggiore trasparenza nei conti della corona, ma la monarchia non è obbligata a dettagliare le spese. Così può tacere sugli affari personali: si parla di 2 miliardi di euro

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Gli stipendi dei reali di Spagna sono noti: 236mila euro all'anno a Felipe, 189mila al padre Juan Carlos. Cifre un po' più basse per le due regine Letizia (130 mila) e Sofia (106). Ma il re emerito, Juan Carlos, avrebbe  pensato di mettere da parte qualche soldo in più: due miliardi per la precisione, depositati in Svizzera all'insaputa dei sudditi e nonostante le promesse di trasparenza fatte dal figlio Felipe VI nel giorno dell'insediamento. Almeno questa è l'accusa, da verificare, di alcuni deputati spagnoli

Il tesoretto Publico, quotidiano spagnolo online, stima che si aggiri intorno all'1,8 miliardi di euro la somma che Juan Carlos nasconde in Svizzera. Sono il frutto di affari internazionali sul petrolio, che durano da decenni, probabilmente da quando Francisco Franco ha designato il re come successore. A questi vanno aggiunte le rendite del business con la compagnia petrolifera russa Lukoil. Si parla di circa 30 milioni. Per riassumere, Juan Carlos può contare su un fondo pensione di 2 miliardi di euro, oltre ai 320 milioni che lo Stato assegna ogni anno alla corona. " E non conosciamo nemmeno le partite indirette che arrivano alla Casa reale, come quelle che hanno a che vedere con la sicurezza, il Patrimonio, i viaggi ufficiali, etc.", fa notare il deputato di Izquierda Unida Miguel Angel Bustamante. Secondo la televisione spagnola La Sexta, il costo della casa reale per i sudditi sarebbe attorno ai 50 milioni l’anno, tenendo presente anche le spese per i viaggi ufficiali, ricevimenti e conservazione dei beni del patrimonio nazionale.

Le interrogazioni dei deputati Alberto Garzon, leader del partito Izquierda Unida, e il collega Miguel Angel Bustamante volevano avanzare alcune interrogazioni proprio sulle finanze della corona. Ma la presidenza del Congresso dei deputati ha ritenuto la richiesta "irricevibile". Il Centro sociologico statale, poi, ha cancellato già da qualche tempo le domande sul gradimento della monarchia, quando effettua sondaggi. Insomma, l'attuale re Felipe VI avrà anche promesso agli spagnoli di rinnovare e modernizzare la monarchia e di rendere i suoi conti più trasparenti, ma il predecessore e padre sembra voglia proseguire con i vecchi metodi.

Il nuovo corso di Felipe "Onesta, integra e trasparente", così prometteva Felipe VI nel giugno 2014 durante il discorso di insediamento alle Camere, dopo l'abdicazione del padre. Da allora infatti la Casa reale compila un rendiconto annuale delle finanze della Corona. Ma resta comunque centrata sulle amministrazioni pubbliche dello Stato e quindi, denuncia Izquierda Unida, "alimenta l’opacità". Non tiene conto insomma degli affari personali dei reali. Inoltre, a differenza delle altre monarchie d'Europa, quella spagnola non è obbligata a dettagliare le spese, come fa notare Il Mattino. Le dichiarazioni infatti parlano di un bilancio annuale di 8 milioni per il 2018, dove la metà sono per il personale, 36% per beni e servizi e l’8,5% sono appannaggio dei membri della famiglia. Di più non è dato sapere.

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