FOTO24 VIDEO24 2

Torino, caos in piazza San Carlo alla finale di Champions: arrestati gli autori del panico

Sono otto extracomunitari che rapinavano le persone usando spray urticante. Lo zio di una vittima: "Nessuno ci ridarà Erika". Due membri della banda accusati di omicidio preterintenzionale

SportMediaset

Otto persone, accusate di aver scatenato il panico in piazza San Carlo il 3 giugno 2017 durante la proiezione su maxi schermo della finale di Champions League, sono state arrestate dalla polizia. Stando a quanto emerso, il caos si scatenò dopo che il gruppo tentò di mettere a segno delle rapine spruzzando dello spray urticante. Due membri della banda sono accusati di omicidio preterintenzionale.

Avevano già colpito in altre occasioni - Un gruppo di giovani arrestato aveva commesso altre rapine analoghe con lo spray urticante in grandi raduni pubblici. Alcuni di loro sono di origine extracomunitaria. Il gruppo è stato individuato grazie alle intercettazioni telefoniche nel corso di un'altra indagine: stavano parlando di una collanina, rubata in piazza, del valore di diverse centinaia di euro.

"Nessuno ci ridarà Erika" - "Per noi non cambia nulla: Erika, purtroppo, non ce la restituisce più nessuno", ha affermato Angelo Rossi, zio della 38enne Erika Pioletti, morta nella ressa creatasi in piazza San Carlo. "A giugno saremo a Torino, con i genitori di Erika, per la posa di una targa ricordo", ha aggiunto.

Il post di un arrestato: "C'è chi perde i cari sotto le macerie" - "Una ringhiera vi ha messo in ginocchio". È il post che Sohaib Bouimadaghen, uno dei quattro giovani autori della rapina sfociata in un'ondata di panico in piazza San Carlo lo scorso 3 giugno, pubblicò il giorno dopo su Facebook. Il messaggio prosegue con allusioni geopolitiche sul Medioriente: "Avete calpestato bambini e donne per un petardo, ve ne accorgete solo quando vi tocca la pelle. C'è chi si alza senza la propria famiglia, sotto le macerie di una casa distrutta, senza né acqua né cibo, contro le più grandi forze mondiali".

Espandi