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Parma: il gustoso mondo dei Musei del cibo

Sette musei dedicati a eccellenze per cui il nostro Paese è famoso nel mondo

Un viaggio nel gusto e nella cultura del cibo, in una terra, quella parmense, che è simbolo di eccellenza assoluta. I Musei del Cibo della provincia di Parma - Musei di Qualità della Regione Emilia Romagna - costituiscono un circuito unico nel suo genere. E' dedicato ai prodotti tipici del territorio parmense ed è stato ideato per conservare e promuovere le tradizioni enogastronomiche di questa straordinaria terra, i cui prodotti sono ormai patrimonio nazionale e simbolo stesso della gastronomia italiana nel mondo. Ne fanno parte: il Museo del Parmigiano Reggiano a Soragna, della Pasta e del Pomodoro a Collecchio, del Prosciutto e dei Salumi a Langhirano, del Salame a Felino e del Vino a Sala Baganza. Sabato 24 marzo 2018, il circuito si arricchisce di una nuova, imperdibile tappa: all’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense si inaugura infatti il Museo del Culatello e del Masalén, primo percorso espositivo permanente dedicato a questo ineguagliabile salume e ai sapori inimitabili della Bassa Padana.

Museo del Parmigiano Reggiano - Il Parmigiano Reggiano è una di quelle squisitezze che tutto il mondo ci invidia e imita spietatamente, senza riuscire neppure a sfiorare il profumo, il sapore del prodotto Made in Italy. vale la pena quindi fare una visita al Museo del Parmigiano Reggiano, nello storico Castello ottocentesco che sorge all’ombra della Rocca Meli-Lupi a Soragna, in provincia di Parma, a pochi passi dalla piazza del paese, in un’area ricca di castelli e di ricordi verdiani, oasi naturali e parchi storici di rara bellezza e suggestione, sapori densi e inimitabili lungo la Strada del Culatello. Oltre 120 oggetti, databili tra il 1800 e la prima metà del Novecento, e un centinaio di immagini, disegni e foto d’epoca illustrano, all’interno di un edificio adibito per secoli alla produzione del formaggio, l’evoluzione delle tecniche di trasformazione del latte, le fasi della stagionatura e della commercializzazione e il ruolo fondamentale del Consorzio del Parmigiano Reggiano a tutela della qualità.

Museo della pasta - Presso la stupenda corte agricola medievale di Giarola (Collecchio), posta sulla sponda destra del fiume Taro, si trova il Museo della Pasta. La pasta secca di semola di grano duro, di origine mediorientale, ha trovato in Italia la patria d’elezione, sviluppandosi nei secoli in diverse aree del Paese: in Sicilia, in Liguria, a Napoli, a Bologna. Sono sette le sezioni che illustrano quest’altro fantastico prodotto della gastronomia italiana, dalla coltivazione della materia prima fino alle più moderne tecnologie che garantiscono un prodotto di qualità costante nel tempo.

Museo del Pomodoro - La sede del museo è collocato all’interno della Corte di Giarola, nel comune di Collecchio, in un centro di trasformazione agroalimentare d’epoca medievale. Sede di un’industria di conserva di pomodoro per i primi sessant’anni del Novecento, oggi è anche sede del Parco Fluviale Regionale del Taro. Di origine notoriamente americana, il pomodoro ha trovato proprio in provincia di Parma terreno fertile, già a partire dalla seconda metà dell’Ottocento. E il territorio non si è limitato alla coltivazione, si è orientato anche verso la trasformazione, tanto da esportare oggi, in tutto il mondo, i prodotti a base di pomodoro ma anche la tecnologia per l’industria conserviera. Il pomodoro sta dunque a pieno titolo nel percorso museale che valorizza i prodotti tipici del parmense.

Museo del Prosciutto e dei Salumi di Parma - Il Museo del Prosciutto sorge a Langhirano, che del prosciutto è la capitale riconosciuta, nel complesso integralmente restaurato delle’ex Foro Boario, splendida architettura rurale dei primi del Novecento. Langhirano è un’oasi di pace, caratterizzata dalla dolcezza del clima e dell’aria, dai suggestivi vigneti e dallo straordinario Castello di Torrechiara. Organizzato in otto sezioni il museo illustra le varie razze suine, l’arte della norcineria, i salumi tipici del Parmense.

Museo del Salame Felino - Il primo documento relativo al salame rintracciato a Parma risale al 1436, quando Niccolò Piccinino, al soldo del Duca di Milano, ordinò che gli si procurassero “porchos viginti a carnibus pro sallamine”, ovvero venti maiali per far salami. È uno dei documenti che si incontrano durante la visita del Museo del Salame di Felino, che si rileva dal bassorilievo scolpito da Benedetto Antelami nel marmo rosa del Battistero, alle cronache di sontuosi banchetti di Corte d'epoca rinascimentale. Il Museo è ospitato nelle suggestive cantine del Castello di Felino. Costruito nell’890 dal nobile Marchese Luppone, il maniero venne ampliato e fortificato raggiungendo il massimo splendore con Pier Maria dei Rossi. Appartenuto in successione ai Pallavicino, agli Sforza e poi ai Farnese, l’antico maniero domina la vallata fra i torrenti Parma e Baganza e oggi ospita anche un ristorante di charme.

Museo del Culatello e del Masalén - Il Museo del Culatello all’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense nasce nel 1990 ancora allo stato embrionale. In pratica un rudere, che la famiglia Spigaroli restaura con cura e pazienza,con mille attenzioni e soprattutto con tanto, tanto cuore, fino a trasformarlo in uno dei templi del gusto italiano. Il Museo del Culatello e del Masalén (ovvero il norcino) è un vero e proprio tragitto nel cuore della cultura enogastronomica emiliana, voluto da chi a quell’area del gusto deve la propria passione e, a conti fatti, la propria vita. A 10 minuti dal Museo del Parmigiano Reggiano di Soragna e a 20 da quello dell’Arte Olearia di San Secondo, Polesine Parmense diventa così l’ideale chiusura di un triangolo dei sapori eccezionale. Il complesso dell’Antica Corte Pallavicina si staglia in uno scorcio di Bassa dominata dal suono del Po, il Grande Fiume, dai colori umidi e dai contorni tipicamente sfocati di quei luoghi in cui la nebbia non è una seccatura ma, anzi, un elemento fondamentale del paesaggio che sa quando alzarsi e scendere, in una scenografica danza che contribuisce al fascino del tutti.Il museo narra una storia antica, ma lo fa in modo contemporaneo e multimediale, con foto, disegni, mappe e touch screen. Si parte col raccontare la Terra del Culatello e le tradizioni del maiale, si passa alla storia della famiglia Spigaroli, in principio mezzadri di Giuseppe Verdi, capaci di spostarsi sulle rive del Po per poi reinventarsi ristoratori: in questa sezione si comincia a parlare dei Masalén, i norcini che tramandavano l’arte della corretta macellazione del maiale. Si entra quindi nel mondo segreto del Culatello, dalla storia alla lavorazione, salume prediletto da moltissimi personaggi famosi, da Giuseppe Verdi a Giovannino Guareschi. Pantagruelica è la Galleria dei culatelli, che stagionano nell’umidità e nella penombra, spazio da penetrare in religiosa contemplazione, prima di risalire fino alla sala dell’Osteria, dove procedere alla degustazione (www.acpallavicina.com/relais).

E un bicchiere di vino? - Nelle suggestive cantine della Rocca di Sala Baganza, è allestita la “Cantina dei Musei del Cibo”, un percorso espositivo e sensoriale, distribuito in sei esaurienti sezioni e inserito nel più ampio circuito dei Musei del Cibo della provincia di Parma, alla sua storia e alla sua cultura. La prima sala, allestita in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale, è dedicata alla archeologia del vino nel parmense, con oggetti e immagini provenienti dagli scavi del territorio, che testimoniano come sia nato proprio in questa zona, introdotto dalle popolazioni celtiche, il modo “moderno” di bere il vino, schietto e in bicchieri, abbandonando l’uso greco e latino di vini annacquati e speziati.

Maggiori informazioni: www.museidelcibo.it

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