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La contraffazione dell’Agenzia delle Entrate per vincere una causa di rimborso Iva

Il servizio di Striscia la Notizia sulla doppia "leggerezza" dell’ente ai danni di un cittadino

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Truccare le carte pur di rimpinguare le casse dello Stato. È questa la storia che ha come protagonisti l’Agenzia delle Entrate e un gruppo industriale barese, che dal 2006 vanta nei confronti dell’ente un credito Iva per il valore di circa 200mila euro. Della particolare vicenda se ne occupa Striscia la Notizia, che spiega come le istanze di rimborso avanzate dal gruppo siano state sistematicamente respinte. L’ultimo rigetto risale al 4 marzo 2014. L’avvocato del gruppo, Roberto Massarelli, illustra la situazione all’inviato del tg satirico Riccardo Trombetta: "Nel 2016 il cliente ha ripresentato l’istanza di rimborso, siccome l’Agenzia non ha risposto abbiamo impugnato il cosiddetto 'silenzio diniego'".

L’Agenzia sostiene però l’inammissibilità della domanda sostenendo di aver risposto con un diniego dell’istanza il 4 marzo 2016. Peccato però che quel documento fosse la stessa lettera di diniego del 4 marzo 2014 a cui è stata contraffatta la data. Ma non è tutto perché la firma in calce al documento è di un funzionario che nel 2016 non aveva più la stessa mansione.

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