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Molestie sessuali, molti modelli accusano i fotografi Testino e Weber

Il sexgate dal cinema si sposta alla moda. Decine di indossatori denunciano di essere stati vittime di pesanti avances ma gli accusati negano ogni cosa

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Dopo il mondo del cinema tocca a quello della moda. I fotografi Mario Testino e Bruce Weber sono stati accusati di molestie sessuali da decine di modelli maschi. Entrambi i fotografi hanno smentito con sdegno: "Sono sotto choc e rattristato da accuse vergognose che nego assolutamente", ha detto Weber, mentre lo studio legale di Testino ha messo in dubbio la credibilità degli accusatori. "Alla luce delle accuse, non commissioneremo loro alcun lavoro nel prevedibile futuro", ha detto la direttrice di Vogue, Anna Wintour.

Le accuse a Weber - Quindici modelli e ex modelli hanno descritto al New York Times una serie di comportamenti a luci rosse, dalle richiesta di spogliarsi senza ragione a un comportamento sessuale coercitivo spesso durante la realizzazione dei servizi fotografici. Il fotografo chiedeva ai ragazzi di spogliarsi e compiere esercizi di respirazione toccando se stessi e Weber e spostando le mani dove sentissero la loro "energia". "Ricordo che mi ha messo le mani in bocca e sui miei genitali", ha detto il modello Robyn Sinclair: "Non c'è stato mai un rapporto sessuale, ma certo molte molestie".

Le accuse a Testino - Sul conto di Testino, un beniamino di Vogue e della famiglia reale britannica che ha celebrato in immagini il fidanzamento di William e Kate, 13 tra assistenti maschi e modelli hanno detto di esser stati vittime di avances sessuali. "Era un predatore sessuale", ha detto l'ex modello Ryan Locke. E sempre a proposito di Testino, che di recente ha fotografato Serena Williams con la figlia neonata, alcuni assistenti hanno detto che il fotografo usava assumere giovani uomini eterosessuali per poi sottoporli a avance sempre più aggressive. In tutti i casi i modelli hanno spiegato che accettare le attenzioni non gradite era la valvola per una brillante carriera, respingerle significava rovinarsi le chance di un futuro nella moda.

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