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Monster Hunter: World cambia volto alla serie ma ne rispetta lo spirito

Questa volta Capcom mira a conquistare il mondo

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Per coloro che hanno familiarità con la famosa serie di Capcom tutta caccia, creature mastodontiche e armi gloriosamente assurde, Monster Hunter: World rappresenta un nuovo punto d'inizio e ai vostri occhi di appassionati si mostrerà un titolo diverso rispetto al solito. Il videogioco, capace di un seguito fenomenale in Giappone, non è mai davvero riuscito a conquistare lo stesso successo in Occidente, pur essendosi ricavato il proprio spazio nel cuore di molti, ma questo nuovo capitolo rappresenta le intenzioni evidenti degli sviluppatori di fare qualcosa a riguardo.

Dopo un lungo periodo trascorso su una console portatile (la stessa poi ad avergli assicurato l'attuale notorietà), Monster Hunter torna sulle piattaforme da salotto con PlayStation 4, Xbox One e PC: è più grande, più saldo sulle sue fondamenta, sempre focalizzato sul multigiocatore e fortemente impegnato nella promessa di attrarre nuovo pubblico senza però scontentare chi ha seguito la serie fin dal suo esordio. Se riuscirà nell'impresa lo scopriremo solo a partire dal 26 gennaio su console (la versione PC seguirà poco dopo) ma sia gli inesperti sia i più rodati possono essere sicuri di una cosa: Monster Hunter: World sta dando il proprio meglio per essere un ottimo videogioco.

Il primo grande cambiamento che Monster Hunter: World porta con sé è la presenza di una storia. Finora i giochi si sono retti sulla figura del Cacciatore e sul suo ruolo di "ammazzabestie" senza offrire una vera ragione per cui siamo stati chiamati ad affrontarle, missione dopo missione. Con questo nuovo capitolo si fa invece strada una narrazione intrigante e per quanto abbiamo potuto vedere finora ben costruita: ogni decade i Draghi Anziani compionono una inspiegabile migrazione verso le terre che faranno da sfondo alle nostre avventure, conosciute semplicemente con il nome di Nuovo Mondo. Incuriosita da questo fenomeno, la Gilda istituisce una Commissione di Ricerca con l'impegno di studiare il comportamento dei draghi al fine di capirne le motivazioni. Finora nessuna squadra inviata in missione ha mai fatto ritorno con informazioni rilevanti ed è a questo punto che il giocatore viene coinvolto. Imbarcato come Cacciatore di Classe A sulla nave che ospita la Quinta Flotta, seguirà assieme all'equipaggio la migrazione del possente Zorah Magdaros per approdare a Nuovo Mondo e cominciare lo studio di questo continente rimasto finora sconosciuto.

Il giocatore raggiungerà così Astera, la città-fortezza dalla quale la Commissione di Ricerca gestisce tutte le operazioni che coinvolgono l'esplorazione di Nuovo Mondo e già a questo punto si nota come Capcom abbia voluto rendere più accessibile Monster Hunter: World a un'utenza poco avvezza alla sua complessità. Non possiamo discutere dettagli specifici della storia ma possiamo dire che coinvolge filmati creati con lo stesso motore grafico del gioco, doppiaggio (anche in italiano) e tutorial interattivi, tutti volti a rendere l'apertura del gioco drasticamente diversa da qualunque Monster Hunter abbiate giocato fino adesso. Il giocatore sarà accompagnato alla scoperta dei diversi aspetti in maniera semplice, graduale e soprattutto leggera, grazie a brevi tutorial che forniranno le basi necessarie alla comprensione dei fondamentali prima di lasciare completa libertà di esplorazione. Questa nuova svolta non porta però il fascino bizzarro della serie a uscirne compromesso, anzi, Monster Hunter: World non si prende mai del tutto sul serio. Del resto, con i Felyne coinvolti sarebbe potuto essere diversamente?

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Una volta superata la fase iniziale del gioco ed essere entrati nel vivo dell'azione, cosa che a differenza dei capitoli precedenti qui avviene quasi nell'immediato, si notano tre grandi cambiamenti in particolare: il primo è che Monster Hunter: World è artisticamente stupendo; il secondo è che Nuovo Mondo è un territorio sconfinato, ricco di vita e responsivo, diviso in molteplici ecosistemi tutti collegati fra loro, senza più fastidiosi momenti di carimento fra una zona e l'altra; il terzo è che adesso la caccia si sente molto più viva e vera, perché non si limita a vagare nella speranza di imbattersi nel mostro ma ci si comporta da Cacciatori quali si è. Sfruttando gli insetti scout che vanno a sostituire le ben note palle-pittura, il giocatore potrà sempre monitorare gli spostamenti della propria preda analizzandone le tracce - siano essere orme, residui di muco o segni di artigli. Gli insetti scout memorizzano questi indizi a mano a mano che verranno raccolti e diventeranno molto più affidabili nel rintracciare la creatura in questione fino al punto da marcarne con precisione la posizione sulla mappa.

Dopo aver messo all'angolo la preda, è tempo di combattere. Di per sé la sua struttura risulterà immutata a chi è avvezzo alla serie, mentre chi vi si approccerà per la prima volta scoprirà che molte delle sue caratteristiche tradizionali sono state ottimizzate per meglio favorire l'azione. Maneggiare le armi è ora molto più scorrevole, senza soluzione di continuità, permettendo così una concatenazione degli attacchi meno legnosa. Per quanto riguarda invece le armi a lunga gittata, il loro controllo è adesso simile a quello di uno sparatutto in terza persona, ben lontano dalla configurazione precedente con cui era difficile scendere a patti. Bere una pozione non vedrà più il Cacciatore fermarsi, magari nel bel mezzo della fuga, ma continuare a camminare e nel contempo ripristinare la propria salute. Per immagazzinare le risorse in una volta sola basterà tenere premuto il tasto corrispettivo, un processo che ottimizza notevolmente il tempo quando si ottiene materiale in grandi quantità. Si tratta a volte di piccole variazioni ma che messe assieme formano un quadro chiaro della direzione che Monster Hunter: World intende prendere. Non più un titolo di nicchia rivolto a una ristretta cerchia di appassionati ma un'esperienza in grado di soddisfare chiunque, dal giocatore casuale a quello più hardcore.

Il cambiamento più profondo tuttavia Monster Hunter: World lo effettua abbattendo la barriera fra singolo e multigiocatore. Non c'è più alcuna distinzione fra offline e online, perché se prima era necessario accedere a una zona separata del gioco per creare una stanza e invitare altri giocatori a unirsi, ora è possibile farlo senza interruzioni, arrivando addirittura a chiedere il supporto di altri giocatori sparando un razzo di segnalazione nel momento di difficoltà. Non è ancora chiaro come questa meccanica funzionerà all'atto pratico ma se si comporterà come sembra suggerire sulla carta, allora potrebbe nettamente migliorare il flusso di Monster Hunter. Laddove in passato non era possibile fare troppo affidamento sulla connessione, oggi è naturale pensare che tutti ne dispongano ed è su questa basi che gli sviluppatori hanno pensato a come migliorare l'esperienza online, introducendo elementi come la chat vocale e altri aspetti di interconnessione che permettono ai giocatori una comunicazione immediata durante la caccia.

Persino chi non è avvezzo a giocare online troverà Monster Hunter: World perfettamente accessibile. Il contenuto per giocatore singolo è suddiviso in specifiche missioni utili a portare avanti la storia e sono stati eliminati quegli incarichi che prevedevano la raccolta di materiali per proseguire, riducendoli a compiti marginare che si possono affrontare mentre si pensa all'offerta più corposa del gioco. Fondamentalmente si è sempre a conoscenza della creatura da cacciare per andare avanti con la narrazione, perché queste missioni hanno una loro precisa categoria. E quando non si è impegnati in qualche assegnazione di sorta si può esplorare la vastità di Nuovo Mondo, interagire con il suo ecosistema, collezionare le risorse necessarie a migliorare il proprio equipaggiamento oppure studiare l'ambientazione per capire come volgerla a nostro vantaggio durante la caccia.

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Monster Hunter: World sta soddisfacendo le aspettative. È un ottimo salto multi-generazionale, che vede Capcom prendere decisioni brillanti su ciò che vuole mantenere e quanto invece vuole modificare o eliminare senza alcun rimorso. Salvo gravi carenze a livello di contenuti o problemi di endgame, non è azzardato dire che se gli sviluppatori manterranno siamo di fronte a un gioco fantastico - senza dubbio, un importante spartiacque fra il passato e quello che sarà il futuro della serie. Non ci resta che aspettare di avere la copia completa fra le nostre mani per dare un giudizio più definito.

 

 

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