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Renzi: "Il Pd ha portato il Paese fuori dalla crisi, siamo orgogliosi"

Il segretario torna sul tema "banche", denunciando "l'intreccio perverso per 15 anni in Italia tra interessi aziendali, editoriali, dinamiche politiche con la vigilanza bancaria". Speranza attacca: "Un disco rotto"

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"Rivendicare i risultati è un nostro dovere: il Paese non è ripartito per caso. Nel 2014 c'era chi voleva portare il Paese fuori dall'euro e chi lo ha portato fuori dalla crisi. Chi lo ha fatto si chiama Partito democratico". Così Matteo Renzi, alla conferenza programmatica del Pd. "Dirlo non è arroganza ma consapevolezza di quel che abbiamo fatto. Partiamo dall'orgoglio di ciò che siamo altrimenti non siamo seri verso la politica", ha quindi aggiunto.

"Siamo una squadra: il problema non è chi di noi sarà' al governo ma se ci saremo noi o ci saranno gli altri - ha quindi detto Renzi -. L'unica cosa ce mi interessa è riportare il Pd al governo del Paese".

"Chiedere un'Europa diversa non è populismo" - Renzi è poi tornato su uno dei suoi cavalli di battaglia: un'Europa diversa. "L'Europa non ha futuro senza dimensione politica. Sì che vogliamo più Europa, ma non l'Europa della tecnocrazia e della burocrazia soltanto - ha spiegato il segretario Pd-. C'è una frizione e una tensione costante in Europa. Porre questi temi non è da populisti ma da quelli che vogliono sconfiggere i populisti sennò vincono gli altri".

"Berlusconi promette meno tasse, ma lo abbiamo già fatto noi" - Parlando dei risultati raggiunti dal Pd al governo, Renzi ha commentato il programma presentato da Silvio Berlusconi in vista delle prossime elezioni. "Parlano di flat tax ma poi le tasse le riduciamo noi, loro le aumentano, noi le riduciamo - ha detto Renzi -. Berlusconi si è ripresentato sulla scena dicendo che abbasserà le tasse. Il milione di posti di lavoro non l'ha potuto dire perché l'abbiamo fatto noi, l'Imu l'abbiamo fatta noi. Ha detto il bollo sulla prima auto perché non ne aveva altre", aggiunge.

Banche, "per 15 anni intreccio perverso vigilanza" - Il segretario Pd ha quindi tirato un affondo sul tema banche e vigilanza, tornando a difendere l'operato del suo governo. "L'unica cosa che abbiamo salvato sono stati i conti corrente dei cittadini, dei risparmiatori, insistere nel dirlo è innanzitutto un elemento di libertà personale, un passo personale di forza - ha detto il segretario Pd -. Non abbiamo scheletri nell'armadio, non abbiamo niente da temere. Ma i commentatori sembrano ignorare l'intreccio perverso che c'è stato per 15 anni in Italia tra interessi aziendali, editoriali, dinamiche politiche con la vigilanza bancaria. Dirlo non è populismo ma è politica".

"No veti centro-sinistra, ma non rinuncio a idee Pd" - Quanto alle future alleanze, Renzi torna ad aprire al centro. "Non si possono mettere veti sulle realtà che vengono dal centro. E non possiamo permetterci veti alla nostra sinistra: se qualcuno pensa che fuori dal Pd sia più facile difendere gli ideali della sinistra, rispondiamo che senza Pd, fuori dal Pd, non c'è la rivoluzione socialista ma Di Maio. Se però c'è disponibilità a centro e sinistra di creare strutture e aprire ragionamento sui contenuti ci siamo. Ma non rinunciamo alle nostre idee".

Ius Soli, "se fiducia, Pd voterà convintamente" - Al termine della conferenza programmatica del Pd, Renzi è tornato a parlare sul treno che da Napoli, dove si è svolta, lo riportava a Roma. Sollecitato dai giornalisti, il segretario Pd ha affrontato il tema dello Ius Soli, spiegando che la legge è "una proposta del Pd" e se il governo deciderà di mettere la fiducia il partito la voterà convintamente. E' "una proposta del Pd da sempre - ha quindi aggiunto -, se verrà messa la fiducia il Pd la voterà convintamente, la decisione se mettere la fiducia è tutta nelle mani di Gentiloni".

Speranza: "Renzi è un disco rotto, destra forte per le politiche sbagliate del Pd" - Duro il commento del coordinatore di Mdp Roberto Speranza, che attacca: "Ancora un racconto dell'Italia tutto rose e fiori. È proprio il contrario di quello che incontro ogni giorno tra le persone. Renzi è un disco rotto. Destra e populismi sono così forti proprio per le politiche sbagliate di questi anni. Senza cambiarle radicalmente nessuna alchimia elettorale potrà fermarli".

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