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All'aeroporto di Glasgow è caccia ai baby proprietari dei peluche smarriti

L'iniziativa dello scalo scozzese per ricongiungere i bambini ai loro amichetti di pezza passa per i social network

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Morbidi, colorati, spesso consunti, consumati e spelacchiati, ma sicuramente dal valore affettivo inestimabile. Sono i peluche che gli addetti all'aeroporto di Glasgow, in Scozia, rinvengono nelle sale d'attesa dello scalo o sugli aerei: 21 pupazzetti, tra teddy bear e altri animaletti, finiti in solo tre mesi nei magazzini degli oggetti smarriti e destinati a rimanere lì per sempre, mentre magari i loro padroncini si disperano ai quattro angoli del mondo. Da qui l'iniziativa dei dirigenti di cercare attraverso i social network i baby proprietari che si struggono per aver perso i loro amichetti di pezza.

L'idea di riportare il sorriso nei volti dei bambini che hanno smarrito il loro pupazzetto preferito, appena lanciata su Facebook e Instagram, attraverso un video e alcune foto, ha riscosso un grande successo. L'invito è a tutti gli utenti di condividere e diffondere il più possibile le immagini per poter ricongiungere davvero il giocattolo perduto al suo piccolo proprietario.

"Sappiamo quanto possa essere traumatico per un bimbo, e i suoi genitori, perdere in viaggio il proprio peluche del cuore - ha spiegato un portavoce dell'aeroporto, - per questo speriamo che i pupazzetti ritrovati possano essere riconosciuti dai loro legittimi proprietari: li attendiamo al bancone degli oggetti smarriti per la restituzione".

Inoltre, l'aeroporto ha annunciato una nuova iniziativa per evitare che altri piccoli viaggiatori perdano il loro peluche del cuore: al check-in ora si può richiedere l'etichetta per l'orsetto di peluche a bordo.

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