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Donnavventura: tradizioni giapponesi: il kimono e la cerimonia del tè

Le inviate sperimentano alcuni riti della millenaria cultura del Sol Levante

Il termine Giappone significa "sole" e "origine” ed è per questo motivo che viene spesso identificato come la "Terra del Sole nascente" o il "Paese del Sol Levante"‬‬. Nonostante le influenze asiatiche, europee e statunitensi, il paese tiene vive le sue tradizioni con orgoglio, che includono le arti (l‘ikebana, l‘origami, l‘ukiyo-e , il teatro) e le tradizioni (i giochi, la cerimonia del tè, il budō, le arti marziali, la calligrafia, il kimono e la figura della geisha).

Gli indumenti tradizionali, i kimono, vengono indossati principalmente per cerimonie ed eventi speciali come lauree, matrimoni, funerali, feste e festival, poiché è ormai di uso comune nella vita quotidiana, indossare l'abbigliamento moderno di tipo occidentale.
La veste, solitamente in seta, presenta una forma di T, con lembi di tessuto dritti che arrivano fino alle caviglie, colletto e maniche lunghe, molto ampie, all'altezza dei polsi. Viene avvolta attorno al corpo, sempre con il lembo sinistro sopra quello destro e fissata da un'ampia cintura annodata sul retro, chiamata obi, che nasconde il tessuto in eccesso.
La scelta del tipo di kimono, decorato da eleganti motivi geometrici o floreali, racchiude numerosi simboli e sottili messaggi sociali, comprensibili solo da chi ne ha la cultura.

Un’altra tradizione molto forte del Paese del Sol Levante è i l Cha no yu "acqua calda per il tè”, un rito sociale e spirituale tra i più noti della tradizione zen, conosciuto anche in Occidente come Cerimonia del tè.
Il protagonista è il matcha, tè verde polverizzato, che viene mescolato all'acqua calda con l'apposito frullino di bambù e la bevanda che ne risulta non è un'infusione, bensì una sospensione: questo significa che la polvere di tè viene consumata insieme all'acqua.

La cerimonia del tè è forse l'espressione più pura dell'estetica zen e avviene seguendo una determinata procedura. Si entra da una porticina così bassa che si è costretti a piegarsi in segno di umiltà, in una stanza formata da pochi tatami e con le finestre schermate, così che la luce filtra sommessa conferendo un particolare fascino.
Gli invitati si accomodano, in ordine rigorosamente precostituito, con la persona più importante o prediletta al primo posto. Si apre la porta scorrevole e appare il teishu, "chi prepara il tè", che posiziona gli utensili e prepara le tazze con il tè.
Ogni commensale viene invitato a berlo, prendendo la tazza e facendola ruotare. Si beve con brevi sorsi, esprimendo tutto il gradimento con l’ultimo sorso, più rumoroso, poi si pulisce il bordo della tazza, che si posa dinanzi a sé. La tazza viene ripresa dal teishu e lavata. La cerimonia procede con gli altri ospiti nello stesso modo.

Il Giappone ha un ottimo sistema per la tutela e la promozione del proprio patrimonio nazionale, infatti ben sedici siti sono stati iscritti nella Lista del Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO: l’elemento costante è la rappresentazione istantanea della bellezza, espressa con il segno, la forma o il gesto.

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