FOTO24 VIDEO24 2

Notte di tensione a Barcellona, scontri tra agenti e manifestanti

Tensione dopo il pugno di ferro usato da Madrid che ha sequestrato quasi 10 milioni di schede per il referendum sull'indipendenza della Catalogna

-afp

Tensione nella notte tra manifestanti catalani e polizia, dopo il pugno di ferro usato da Madrid che ha sequestrato quasi 10 milioni di schede per il referendum sull'indipendenza della Catalogna e fatto arrestare 14 funzionari del governo autonomo catalano. Nella notte quasi 40mila persone sono scese in piazza per protestare contro il colpo di mano di Madrid: scontri tra manifestanti e forze dell'ordine.

A mezzanotte c'erano ancora circa 500 persone davanti al ministero, riferisce il quotidiano El Pais, nonostante le richieste dei leader dell'Assemblea nazionale catalana e di Omnium di "abbandonare le proteste fino al giorno successivo". I manifestanti hanno bloccato l'accesso alla sede del dicastero e i Mossos d'Esquadra, la polizia catalana, dispiegati intorno all'edificio, si sono avvvicinati al gruppo di manifestanti per creare un perimetro di sicurezza che ha consentito agli agenti della Guardia Civile presenti di lasciare l'edificio in sicurezza.

I momenti di maggiore tensione hanno avuto luogo a seguito di alcune cariche della polizia che hanno provocato dei feriti tra i manifestanti. Dopo i primi scontri, un'ambulanza si è recata sul posto per assistere una delle persone coinvolte. Alcuni dei presenti hanno lanciato sassi contro i Mossos e tre auto della Guardia Civile sono state pesantemente danneggiate. Solo intorno all'1:30 di notte, gli agenti sono riusciti ad allontanare la folla dall'ingresso del ministero e alcuni funzionari sono potuti uscire al grido "non siete soli".

Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha chiesto agli indipendentisti catalani di fermare quella che ha definito "escalation di estremismo e disobbedienza", dichiarando che "c'è ancora tempo per evitare problemi più grandi". Il premier ha invitato il presidente catalano Carles Puigdemont a rinunciare al referendum sull'indipendenza previsto per il 1 ottobre: "Torna al diritto e alla democrazia. Rinuncia a questa escalation di estremismo". Ma gli indipendentisti non intendono fare marcia indietro.

Espandi