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Peschereccio di Mazara del Vallo sequestrato da militari tunisini

A dare la notizia è Giampiero Giacalone, uno degli armatori dell'imbarcazione che appartiene alla società "Pesca giovane srl"

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Il peschereccio mazarese "Anna Madre" è stato sequestrato nella notte di venerdì da una motovedetta tunisina mentre si trovava in acque internazionali, a sud di Lampedusa. A bordo dell'imbarcazione sono saliti cinque militari tunisini armati che hanno rinchiuso in una cabina il comandante, Giacomo Giacalone, hanno assunto il comando e invertendo la rotta si sono diretti verso il porto di Sfax.

A dare la notizia è Giampiero Giacalone, uno degli armatori dell'imbarcazione che appartiene alla società "Pesca giovane srl".

"Ho appreso la notizia del sequestro dell'Anna Madre dalla Capitaneria di porto - riferisce Giampiero Giacalone -. Dalle notizie in nostro possesso sono intervenuti sia la nave della Marina militare italiana che si trovava a una quindicina di miglia dal nostro natante sia un elicottero sempre della Marina militare italiana. Sappiamo inoltre, che i cinque militari tunisini saliti a bordo erano armati".

Per l'armatore quello che è accaduto: "E' un fatto anomalo, che stiamo valutando. Va anche evidenziato che a bordo il nostro peschereccio non ha pesce fresco, ma soltanto congelato. Nella stiva ci sono all'incirca tre tonnellate di gamberi e cento chilogrammi di pesce misto. Si tratta di specie di pesci che non si pescano nelle acque tunisine. Al momento attendiamo di avere notizie dalle fonti diplomatiche interessate".

Il peschereccio era già sfuggito a un tentativo di sequestro, sempre ad opera di militari tunisini, lo scorso 2 agosto, mentre si trovava sempre in acque internazionali.

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