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Migranti, dopo Msf anche l'Onu contro l'Ue: "Non combatte gli abusi in Libia"

L'Alto Commissario per i diritti umani attacca il "modus operandi" concordato nel vertice di Parigi del 28 agosto che "non fornisce un programma dettagliato per affrontare la catastrofe umanitaria"

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L'Alto Commissario dell'Onu per i diritti umani, Zeid Raad Al Hussein, ha denunciato la gestione della crisi migratoria da parte dell'Ue, accusando gli europei di non combattere gli abusi subiti dai migranti in Libia. Il "modus operandi" adottato dopo il vertice di Parigi sulla crisi migratoria "non fornisce un programma dettagliato per affrontare la catastrofe umanitaria che continua in Libia e lungo le sue coste", ha spiegato.

Il responsabile Onu ha denunciato le atrocità commesse nei confronti dei migranti in Libia, sottolineando che "alcuni migranti muoiono per sete, fame o malattia" e "alcuni sono torturati e picchiati a morte mentre lavorano come schiavi" mentre " altri sono semplicemente uccisi". A parte le loro famiglie "quasi nessuno sembra preoccuparsi", ha aggiunto Zeid. "Il nostro staff documenta inoltre le violenze sulle donne in detenzione. Sono rinchiuse tutto il giorno dagli uomini, gli stessi uomini che organizzano le violenze sessuali nei loro confronti di notte", ha aggiunto, denunciando che "lo stupro sia endemico". "La situazione dei migranti che attraversavano la Libia era spaventosa durante l'epoca di Gheddafi, ma da allora è diventata l'inferno", ha assicurato l'Alto Commissario.

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