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Incendi, 2 morti in Calabria | In un mese bruciata stessa superficie di tutto 2016

In Campania l'esercito è intervenuto sulle pendici del Vesuvio, bloccate le vie di accesso al Parco Nazionale. Campeggi evacuati a Matera

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E' sempre più drammatica la situazione roghi nel Sud. In Calabria, nel Cosentino e nel Vibonese, due persone sono morte mentre cercavano di spegnere le fiamme. Allerta anche in Campania, con l'esercito sulle pendici del Vesuvio: bloccate le vie di accesso al Parco. In Sicilia, invece, a San Vito i turisti evacuati per il vasto incendio che ha lambito la struttura rientreranno sabato. Legambiente: da giugno a fuoco 26mila ettari di boschi.

Le vittime in Calabria - Nel Cosentino un uomo di 69 anni di San Pietro in Guarano è morto carbonizzato mentre cercava di spegnere un incendio divampato vicino al proprio terreno, nella frazione San Benedetto. In precedenza aveva perso la vita a Favelloni di Cessaniti, nel Vibonese, un 68enne. Anche lui cercava di spegnere diversi roghi. Il corpo è stato ritrovato in un dirupo.

Villaggio turistico evacuato - A San Vito Lo Capo, dopo l'evacuazione dei 600 villeggianti, sono iniziati i controlli per verificare il funzionamento degli impianti elettrici e idrici. Gli immobili non hanno riportato danni, ma c'è ancora un forte odore di fumo che non consente il rientro dei turisti. Dopo essere stati allontanati via mare, i turisti sono rientrati solo per prendere i bagagli e hanno trascorso la notte nelle strutture messe a disposizioni da albergatori di San Vito. Alcuni, soprattutto i residenti in Sicilia, hanno preferito anticipare il rientro a casa.

A Crotone bloccati due piromani - I carabinieri della Compagnia di Crotone hanno arrestato un 29enne con precedenti e denunciato un 16enne, sorpresi mentre stavano appiccando le fiamme a delle sterpaglie in una zona di macchia mediterranea che si estende sino a delle campagne ed a ridosso di alcuni caseggiati in località Tufolo. I due giovani sono stati sorpresi dai militari mentre con un accendino ed alcuni giornali stavano cercando di dar fuoco a numerosi arbusti secchi.

La Sicilia brucia ancora - In Sicilia, dopo la drammatica emergenza di mercoledì, sono una ventina i roghi che per tutto giovedì hanno impegnato le squadre dei vigili del fuoco. Nuovi incendi sono inoltre divampati a Monreale (Palermo) e ad Adrano (Catania). Un altro rogo è scoppiato a Librizzi (Messina) e diversi focolai sono stati segnalati nel Siracusano.

Esercito sul Vesuvio, bloccati gli accessi - Sul Vesuvio è intervenuto l'Esercito. "La scorsa notte abbiamo bloccato tutte le vie di accesso al Parco Nazionale e stiamo pattugliando assiduamente il territorio per segnalare nuovi roghi e individuare e bloccare eventuali piromani", ha dichiarato il maggiore Carlo Bianchi, comandante del gruppo tattico Terra dei Fuochi dell'Esercito, al lavoro con 48 uomini e quattro mezzi tattici sulle pendici del vulcano. Mercoledì il ministro Galletti ha annunciato una rimodulazione degli interventi e un possibile incremento del numero dei militari.

Legambiente: da giugno a fuoco 26mila ettari di boschi - Da metà giugno al 12 luglio sono andati in fumo 26.024 ettari di superfici boschive, di cui metà (13mila ettari) nella sola Sicilia. I numeri sono stati diffusi dal dossier incendi di Legambiente, che indica anche le regioni più colpite dai roghi: la Calabria con 5.826 ettari distrutti dalle fiamme e la Campania con 2.461. Gli ambientalisti denunciano i "ritardi delle Regioni", spesso ingiustificati, nel mettere a punto i piani antincendio.

Ogliastra, evacuati malati psichici - Anche la Sardegna è alle prese con diversi roghi. Il più grave è ad Arzana, in Ogliastra. Le fiamme si stanno avvicinando pericolosamente al centro abitato, tanto che la Protezione civile ha deciso di evacuare una struttura per malati psichici e alcune abitazioni. Chiusa la strada Lanusei-Arzana.

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