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Covid, Draghi: "Voglio riaperture in sicurezza, attenzione per età e categorie a rischio"

Il presidente del Consiglio in conferenza stampa: "Con che coscienza i giovani saltano le liste d'attesa per i vaccini?"

"E' venuto il momento di prendere decisioni" sulle fasce d'età per le vaccinazioni. E' quanto afferma Mario Draghi, ribadendo che la questione "è al centro delle riaperture. Se riduciamo il rischio di morte per Covid nelle classi più esposte al rischio è chiaro che si riapre con più tranquillità. Non ho però una data". Il premier chiede poi: "Con che coscienza giovani saltano la lista vaccinale esponendo a un rischio di morte chi ha più di 75 anni?".

"Penso a un piano di riapertura delle fiere e degli eventi: è il miglior messaggio di fiducia al paese. Stiamo guardando al futuro delle prossime settimane", sottolinea il premier parlando a Palazzo Chigi. Sulla disponibilità dei vaccini, aggiunge il presidente del Consiglio, "c'è e ora tocca al commissario Figliuolo, che lavora bene".

Coronavirus, Gimbe: il contagio rallenta, ma crollano i tamponi

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Il monitoraggio della fondazione Gimbe rileva, nella settimana 31 marzo-6 aprile, una riduzione dei nuovi casi (-11,1%) sovrastimata dal crollo delle persone testate. In lieve calo decessi, casi attualmente positivi e persone in isolamento domiciliare, mentre rimane alta l’allerta ospedali: indicatori sopra la soglia di saturazione in 8 regioni per l’area medica e in 14 per le terapie intensive con punte di occupazione che superano il 50%. Secondo il report è "in grave ritardo la protezione di anziani e fragili: ciclo vaccinale completo solo per il 36,8% degli over 80 e per il 2,2% della fascia 70-79 anni, nessuna rendicontazione pubblica sulle persone estremamente vulnerabili".

"Accogliamo tutti i turisti con certificato vaccinale" - Sul versante turismo, il ministro Garavaglia indica il 2 giugno come "giorno zero" per la stagione turistica. "Chissà, speriamo anche prima", dichiara Draghi. "Dobbiamo preparare la stagione turistica, non darla per abbandonata. Molti siti sono prenotati ma bisogna fare come gli altri Paesi, dire che siamo pronti ad accogliere tutti i turisti con certificato vaccinale".

"Ad aprile vaccini per tutti gli over 80 e gran parte degli over 75" - Le dosi di aprile "sono sufficienti a vaccinare tutta la popolazione che ha più di 80 anni e gran parte degli over 75", evidenzia il premier. E avverte: "Dovremmo continuare a vaccinarci anche negli anni a venire, perché ci saranno altre varianti".

"Prossime settimane per riaprire, non per chiudere" - Il 30 aprile "è la data di scadenza del periodo previsto nell'ultimo decreto" per le misure anti-Covid. "Si dice però anche che, qualora l'andamento delle vaccinazioni e dei contagi mostrasse la possibilità, si possono riconsiderare le cose anche prima. Il governo sta lavorando su tutto questo. Avere date significa conoscere esattamente i parametri rilevanti a una certa data. In tutto questo c'è la volontà del governo di vedere le prossime settimane come di riaperture, non di chiusure".

"Rispetteremo l'obiettivo di 500mila vaccini al giorno" - Sul caso della mancanza di vaccini nel Lazio, Draghi afferma: "C'è stato un disguido, che sappia io. Figliuolo è perfettamente al corrente e consapevole e quello è stato chiarito con la Regione. Sono molto ottimista sull'andamento del piano vaccinale e soprattutto sul clima di collaborazione che c'è oggi tra Regioni e Stato". E conferma: "L'obiettivo delle 500mila vaccinazioni al giorno sarà rispettato".

"Per le Regioni più avanti coi vaccini più facile riaprire" - "E' chiaro che ci sono regioni più avanzate nelle vaccinazioni, molte diversità abbastanza insospettabili. Questo dovrà influenzare le riaperture: per le Regioni che sono molto avanti con fragili e i più vulnerabili sarà più facile riaprire".

"Non esistono Regioni o Stato, ci siamo noi" - "Non esistono regioni o Stato, esistiamo noi", evidenzia convinto Draghi. "Sono molto incoraggiato dal clima che c'è. Non si possono addossare responsabilità a una parte sola: gli eventi sono stati molto complicati. Ora la fase è dirimentie. Vaccinare nelle classi piu' esposte al rischio è interesse delle regioni per aprire la loro economia in sicurezza".

AstraZeneca e over 60 - "La prima cosa da capire - sottolinea ancora l'ex presidente della Bce - è seguire le linee guida espresse da Speranza e dal Cts. La raccomandazione è di usare il vaccino AstraZeneca per gli over 60. Ma il rischio di decesso è massimo per coloro che hanno più di 75 anni, quindi bisogna vaccinare prioritariamente quelli di 85, di 75, fino ai 60. Tutto dipende da questo, quindi smettetela di vaccinare chi ha meno di 60 anni, i giovani, i ragazzi di 35 anni, psicologi di 35 anni perché sono operatori sanitari. Con che coscienza un giovane salta la lista? Con che coscienza la gente salta la lista sapendo che lascia esposta a un rischio concreto di morte chi ha più di 75 anni o chi è fragile?".

Covid, Draghi: "Voglio le riaperture, ma ancora non ho date"

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Locatelli: "Trombosi dopo l'AstraZeneca straordinariamente rare" - In conferenza stampa interviene anche il coordinatore del Cts e presidente del Consiglio superiore di Sanità, Frnaco Locatelli, ribadendo che il vaccino AstraZeneca "può coprire la popolazione fragili. Le scelte compiute fanno riferimento a trombosi in sede inusuali, ma straordinariamenmte rari: 86 casi su almeno 25 milioni di vaccinati".

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