"Dimettermi? Io l'ho detto ad Alfano, come agli amici e colleghi del Pd: trovate una soluzione alternativa e io passo. Ma se non c'è...". E' quanto ha dichiarato il senatore di Ap Salvatore Torrisi, dopo essere stato eletto coi voti delle opposizioni alla presidenza della commissione che esaminerà la riforma elettorale. E sulla possibilità di una crisi di governo dice: "Se Renzi apre la crisi per la mia elezione il Paese gli ride dietro".
Il senatore centrista ha spiegato: "Più volte il mio gruppo mi aveva proposto per altri incarichi in questi anni e poi mi sono sempre fatto da parte. Ora perché dovrei?". "Sono molto infastidito - ha aggiunto - abbiamo appena votato la fiducia, da oggi in commissione manderò avanti i provvedimenti del governo, ma sembra non bastare".
"Sono un uomo di equilibrio" - Torrisi ribadisce di aver votato il collega del Pd Pagliari "come da accordi di maggioranza", ma "i numeri parlano chiaro, alla maggioranza sono mancati forse sei voti. Non i nostri, comunque". E assicura: "Sono un uomo di equilibrio. Vi dice niente il fatto che ben due leggi maggioritarie siano state bocciate dalla Corte?".
"Alfano non si preoccupi" - Angelino Alfano, leader di Alleanza popolare, "non dovrebbe avere motivi di preoccupazione. Tutti mi hanno riconosciuto che in questi 4 mesi sono stato un presidente di garanzia". Mercoledì il ministro degli Esteri aveva affermato: "Le modalità della elezione del collega Torrisi ci inducono a chiedere all'interessato la rinuncia all'incarico. L'elezione a presidente della commissione Affari Costituzionali è senz'altro un segno di stima da parte dei colleghi per il lavoro svolto in questi anni. Stima meritata e condivisa".
Alfano: sua presidenza incompatibile con Ap - Non si è fatta attendere la replica di Alfano. "Torrisi, che è persona stimata, mi ha chiesto 24 ore per rifletterci. Ma visto che si tratta di una questione di principio è chiaro che una sua permanenza alla presidenza è incompatibile con Ap". Lo ha dichiarato il leader di Ap, Angelino Alfano, parlando nella sede del partito.