NOMINA PROVOCO' POLEMICHE

Trump rimuove suo stratega Bannon da Consiglio sicurezza nazionale

La nomina dell'ultraconservatore aveva sollevato molte critiche, non solo da parte dei democratici ma anche dei repubblicani

Lo chief strategist della Casa Bianca Steve Bannon, ultraconservatore, è stato rimosso dal Consiglio per la sicurezza nazionale. Lo ha deciso il presidente Usa Donald Trump che, però, gli ha lasciato l'incarico di suo stratega. Nei confronti di Bannon, che è stato il regista principale della campagna elettorale del tycoon, erano giunte critiche sia dai repubblicani sia dai democratici: più volte è stato accusato di razzismo, antisemitismo e sessimo.

A sollevare il problema della nomina di Bannon, guru dell'alt-right ed ex responsabile del sito news di destra Breitbart, nel Consiglio per la sicurezza nazionale, a gennaio, era stato un gruppo di cinque parlamentari democratici della Camera, sostenendo che si trattava di una scelta "pericolosa" per gli Stati Uniti. Nel mirino soprattutto la sua mancanza di esperienza precedente in materia di politica estera.

Nella riorganizzazione del Consiglio, Trump non solo ha rimosso a sorpresa Bannon, ma allo stesso tempo ha anche sminuto il ruolo del suo consigliere alla sicurezza nazionale, Tom Bossert. Il direttore dell'intelligence Dan Coats e il presidente del Joint Chiefs of Staff Joseph Dunford tornano a essere definiti "partecipanti regolari" delle riunioni del Consigli.

In un memorandum di sette pagine datato 4 aprile, Trump illustra le modifiche all'organizzazione del Consiglio per la sicurezza nazionale. Cambiamenti che, secondo gli osservatori, rendono potenzialmente più bilanciato l'approccio dell'amministrazione alla politica estera, e segnano una vittoria per la corrente moderata di Ivanka Trump, la figlia del presidente entrata a far parte ufficialmente dello staff da una settimana.