La favola del migrante

Pescara-Milan, all'Adriatico debutto da titolare per Coulibaly

Una vita da migrante, l'arrivo in gommone e le notti all'addiaccio, fino all'ingaggio nel club abruzzese e la gara della vita contro i rossoneri. Colletta tra i parenti per vedere la partita

L'arrivo in Italia con i barconi della speranza, le notti in strada fino al pomeriggio da protagonista allo Stadio Adriatico di Pescara con la casacca biancazzurra, titolare dal primo minuto contro il Milan. "E' un sogno che si realizza", ha dichiarato nel post-partita il 19enne senegalese Mamadou Coulibaly, che ha padroneggiato il centrocampo da veterano della Serie A. La sua è una storia di migrazione a lieto fine. Con la ciliegina sulla torta: "I parenti hanno fatto una colletta per poter vedere la partita in tv dal Senegal", ha raccontato al 91' il suo procuratore.

"Coulibaly viene da una famiglia molto povera - ha raccontato Donato Di Campli, procuratore anche di Marco Verratti. - E' andato via dal suo Paese in cerca di fortuna ed è venuto in Italia. Pensate che oggi i suoi parenti hanno fatto una colletta per poter vedere la partita Pescara-Milan in tv dal Senegal".

La sua storia ha commosso tutti i tifosi biancazzurri: Mamadou Coulibaly è arrivato a Pescara dal Senegal dopo un peregrinare che lo ha portato prima in Francia, poi a Livorno e dopo notti spesso passate a dormire anche all'aperto. Ora, a soli 19 anni, è uno dei talenti emergenti della Seire A.

"Sì, è un sogno che si realizza perché ho fatto tanti sacrifici per venire qua. Ero in Francia, a Grenoble, da mia zia - ha raccontato nel dopo-partita il campione in erba, - poi sono venuto in Italia, a Livorno, dove stavo con degli amici. Siccome là non potevo fare niente, ho provato a venire a Pescara. Così sono finito in una casa-famiglia a Montepagano, dove mi hanno aiutato tanto, senza di loro non sarei mai arrivato qui, perché non avevo i documenti, non avevo niente".

E' un fiume in piena Coulibaly: "In Italia ho dormito anche fuori tre giorni al Campo Patrizi di Roseto. Saluto il presidente Mino Bizzarri perché anche lui mi ha aiutato, hanno fatto tanto per me. Mi hanno portato dai carabinieri, che poi mi hanno accompagnato nella casa-famiglia dove vivo ancora adesso".

Entrato nell'orbita della prima squadra in questa stagione, il giovane senegalese è stato centellinato da Oddo e poi lanciato definitivamente da Zeman. "Sì, Oddo è una brava persona perché mi ha aggregato alla prima squadra. Adesso non è più qua e c'è Zeman".

"Quando Zeman è arrivato, per un mese non mi sono allenato con la prima squadra - ha aggiunto - e mi faceva un po' male questa cosa, perché volevo subito giocare. Un giorno, quando mi hanno detto che sarei ritornato in prima squadra, era una festa in camera mia, ero molto contento. Zeman mi ha fatto giocare anche a Bergamo e contro il Milan, la squadra per cui tifo da quando sono piccolo. Pure mio padre tifa Milan. E' un sogno per me".

Il prossimo desiderio di Coulibaly è "quello di giocare con la Nazionale del Senegal".