PROCESSO AD AVELLINO

Strage bus Irpinia, consulenti Procura: bulloni barriera usurati

"Se efficienti avrebbero retto il mezzo", hanno sostenuto i tecnici dell'accusa durante il processo. Ma i periti di Autostrade contestano

Più della metà dei bulloni che assicuravano l'ancoraggio sulla carreggiata della barriera posta sul viadotto dell'A16 Napoli-Canosa è risultata corrosa dal tempo e dagli agenti atmosferici. Così i consulenti tecnici della Procura durante il processo ad Avellino sulla strage del bus nella quale, il 28 luglio 2013, persero la vita 40 persone. "Se i bulloni fossero stati efficienti, le barriere avrebbero dovuto reggere l'urto del bus", hanno sostenuto.

I consulenti dell'accusa (Alessandro Lima, Lorenzo Caranna, Andrea Demozzi, Antonio Giavotto) hanno riferito alla Corte, presieduta dal giudice monocratico Luigi Buono, di aver sottoposto i "tirafondi" a prove di forza dalle quali è emerso che poco più della metà dei bulloni è risultata corrosa. Il bus avrebbe impattato la barriera protettiva del viadotto ad una velocità di circa 103 km/h, con un angolo non superiore a 13 gradi.

Nelle loro deposizioni, i periti dell'accusa hanno anche aggiunto che le barriere installate nel 1987 dalla società Autostrade avevano superato le prove dinamiche di resistenza, anticipando di qualche anno le normative obbligatorie per il superamento del crash test. La ricostruzione tecnica dei consulenti della Procura viene però giudicata "parziale" dai consulenti della società Autostrade, che, come anticipato nelle precedenti udienze, non concordano anche sulla stessa dinamica dell'incidente.

La corrosione dei "tirafondi" e la sua evoluzione nel tempo saranno oggetto di ulteriori approfondimenti da parte dei periti della difesa per i quali, proprio nell'udienza del 17 febbraio, "è stata dimostrata la correttezza delle modalità di progettazione della riqualifica della tratta e delle relative barriere da parte della struttura centrale di progettazione" della società Autostrade. La prossima udienza è fissata per il 17 marzo.