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Pessimismo: le dritte per non cascarci

Nei momenti difficili è facile vedere tutto nero. Eppure è possibile conservare la lucidità e vedere le cose come sono: ovvero non così male come potrebbe sembrarci

Davanti a una situazione difficile è meglio vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? La questione non è secondaria perché l’atteggiamento con cui si affronta la realtà può influenzare il corso degli eventi anche in modo significativo. L’ideale sarebbe, naturalmente, conservare la lucidità e restare obiettivi: se questo sembra troppo difficile, non dimentichiamo che pensare positivo è una disciplina a cui ci si può allenare.

Essere del tutto pessimisti o completamente ottimisti è in realtà un dualismo fine a se stesso: entrambi gli atteggiamenti, in stessi, sono sbagliati e sconsiderati. Se è controproducente abbandonarsi alla più cupa depressione davanti a una difficoltà, per quanto grave sia, è altrettanto insensato continuare a pensare che andrà tutto bene anche se ci si trova sull’orlo del baratro. Impariamo a prendere coscienza delle cose come stanno, senza abbatterci, ma senza farci troppe illusioni e tenendoci pronti a un “piano B”.

Qualcosa va storto? Concediamoci il tempo necessario ad assorbire l’impatto, non neghiamoci la possibilità di arrabbiarci, di sfogarci e anche di disperarci se ci sembra giustificato: è una reazione emotiva giusta e necessaria. Ma dopo qualche tempo diamoci uno stop. E’ inutile inquinare l'intera prospettiva delle cose solo per un aspetto che è andato male. E se qualcosa ci fa arrabbiare davvero, poniamoci questa domanda: fra tre giorni sarò ancora sconvolto o addolorato per questa cosa? Se la risposta è no, tanto vale lasciar perdere immediatamente e pensare ad altro.

I lati negativi sono parte della vita. Di solito chi è pessimista tende a vedere errori e difficoltà come segnali di un orizzonte generale buio e problematico. Invece gli errori possono rivelarsi utili se siamo capaci di imparare la lezione, mentre le difficoltà sono fatte per essere superate e per diventare più forti.

Ogni volta che ci succede qualcosa che non ci piace proviamo ad analizzare la situazione nella sua interezza nei suoi aspetti difficili, ma anche nelle opportunità che ci offre. Possiamo provare a immaginare i due aspetti della situazione come un pendolo che oscilla e allenarci a leggere la situazione da entrambi i punti di vista, cogliendone le sfumature.

Nei momenti difficili può essere d’aiuto pensare alla nostra situazione in linea generale: quante cose belle mi sono capitate per controbilanciare questa difficoltà? Può essere utile tenere un piccolo diario e annotare quotidianamente le cose buone e quelle meno buone che ci capitano e che cosa abbiamo imparato da esse: potremmo addirittura scoprire che le giornate sì sono più di quelle no. Un’altra strategia è creare nella nostra mente una specie di banca dei ricordi felici: quando ci capita di vivere un bel momento, raccontiamolo a noi stessi e cerchiamo di fissare nella memoria ogni dettaglio per poterlo riviere più intensamente in seguito. Quando ci sentiremo messi alla prova dagli avvenimenti potremo far ricorso a questo “capitale” di positività: ci aiuterà a superare l’inciampo.

Infine, quando proprio ci sentiamo assediati dai pensieri negativi, proviamo a uscire da noi stessi e a fare un gesto gentile e gratuito nei confronti di chi ci è vicino, senza aspettarci nulla in cambio: è strano a dirsi, ma a volte la generosità fa miracoli.

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