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Salerno - Reggio Calabria, lʼautostrada… finita

Ma cʼè chi contesta il completamento

Lʼanno scorso la Variante di Valico sullʼAppennino tosco-emiliano, questʼanno il completamento della Salerno-Reggio Calabria. Le vigilie di Natale sono diventate, per il governo Renzi e poi quello Gentiloni, lʼoccasione per fare bei regali agli italiani. Ma a parte la tempistica pre-natalizia, sarà poi vero che la A3 ‒ lʼautostrada più disastrata dʼItalia ‒ sia unʼopera conclusa e terminata?

Ieri lʼinaugurazione della galleria Larìa, in provincia di Cosenza, da parte del vice-presidente del Consiglio Delrio e del presidente Anas Armani. Sancita la fine dei lavori, lunghissimi, per completare i 493 km che separano Salerno da Reggio Calabria. La prima posa avvenne allʼinizio del 1962, sono quasi 55 anni, ma la A3 ha sempre assolto i suoi compiti, pigramente, incurante dei lavori in corso dʼopera perenni, degli ingorghi, degli obblighi di uscita dallʼautostrada e di rientro, delle stazioni di servizio presenti al lumicino. Tanto era gratis, si diceva sempre, che si pretende di più? Eh no, si pretendeva di salvaguardare la salute dei vacanzieri che percorrevano la A3 in estate e, restando fermi per ore sotto il solleone, rischiavano seri contraccolpi psico-fisici.

Ora, invece, la Salerno-Reggio Calabria è finita! Sarà la prima autostrada al mondo pronta per le auto a guida autonoma, quelle senza pilota! Lo dice lʼAnas, che ricorda come il progetto “Smart Road” permetta anche di ottenere informazioni sui flussi di traffico in tempo reale. Un progetto che ambisce entro il 2020 a trasformare il concetto di autostrada intesa come infrastruttura civile in quello di “strada di comunicazione”. Per ottenere ciò occorrerà una connessione radio “Wi-Fi in motion”, che consenta la continuità del segnale ai veicoli in corsa, un sistema di comunicazione dati basato su fibra ottica, la produzione di energia per i veicoli a trazione elettrica e, infine, sensori per il monitoraggio continuo di tutti i parametri a favore della sicurezza.

Tutto bello allora? Quasi. Personalmente, abbiamo percorso la A3, lʼintera tratta, tra la fine dʼagosto e lʼinizio di settembre. Cantieri aperti non ce nʼerano, solo il grande viadotto Italia era in fase di completamento, ma non recava particolari difficoltà agli automobilisti. Cʼera lʼinterruzione per la galleria Larìa e questa sì ha creato qualche problema, perché si marciava a corsia unica e si saltava, inoltre, una stazione di servizio che, sullʼA3, sono quasi una rarità. Tra le cose da fare, in effetti, ci sarebbe quella di rivedere le concessioni con gli Autogrill ferme da 20 anni. È una delle promesse di Gianni Vittorio Armani, presidente dellʼAnas.

Per alcuni però la A3 è unʼopera incompleta, merito di qualche “furbetto” allʼitaliana che ha voluto a tutti i costi lʼinaugurazione in pompa magna il 22 dicembre 2016. Tre lotti che erano in progettazione, infatti, non risultano più esserlo. Sono i 21 km da Morano Calabro a Firmo, i 26 km dallo svincolo di Cosenza Sud ad Altilia Grimaldi e gli 11 km da Pizzo Calabro a Sant’Onofrio. In tutto 58 km, derubricati da progetto di ammodernamento della carreggiata a manutenzione ordinaria

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