LO STUDIO

Nelle maniglie degli aeroporti si nasconde un covo di superbatteri

Lo studio dimostra che durante le trasferte aeree possiamo imbatterci in microrganismi resistenti ai farmaci

Quando viaggiamo non siamo mai soli secondo uno studio pubblicato dal Clinical Microbiology and Infection dell'ospedale universitario di Monaco di Vestfalia, in Germania. A farci compagnia, infatti, ci sono i superbatteri. Le maniglie delle porte dei bagni, in particolare, ospitano microrganismi invisibili e resistenti che i viaggiatori spesso raccolgono e diffondono nel luogo in cui si recano. Ma soprattutto, lo studio dimostra che questi batteri sono spesso resistenti ai farmaci.

Per portare a termine la ricerca, capitanata da Frieder Schaumburg, gli studiosi hanno analizzato 400 porte dei bagni di 136 aeroporti in 59 Paesi: ogni volta che un membro del team faceva un viaggio internazionale eseguiva un tampone sulla maniglia, lo portava con sè e lo analizzava. Il 60% dei campioni è stato prelevato da bagni maschili, il resto da quelli femminili. La coltura in laboratorio è durata in media 7 giorni.

I viaggi rappresentano, dunque, un possibile rischio per la salute. In particolare, i ricercatori hanno identificato lo stafiloccocco aureo, un superbug originario dell'India. Il superbug è un batterio resistente agli antibiotici, presente nel 5,5% dei campioni rilevati. 

"I nostri studi suggeriscono che sia stato importato in Francia dal subcontinente indiano - spiega Schaumburg - Ma ormai quasi ogni regione geografica ha i suoi problemi con i superbug. Occorre, dunque, una strategia unitaria per uniformare la lotta alla resistenza antimicrobica".

Gli studiosi ora stanno pensando a come poter arginare la diffusione di questi batteri. Tra le possibili soluzioni, momentaneamente stanno lavorando sui sistemi di pulizia e sulle informazioni adeguate da dare ai viaggiatori.