CLIP ESCLUSIVA

"Kubo e la Spada Magica", un elogio all'immaginazione in stop motion

Al cinema dal 3 novembre il nuovo film d'animazione dei Laika Studios. Ecco una clip esclusiva da Tgcom24

Dopo "Coraline", "ParaNorman" e "Boxtrolls", i Laika Studios ci regalano un nuovo film in stop motion, "Kubo e la Spada Magica", in uscita nelle sale italiane il 3 novembre. La storia di Kubo è ambientata nell'antico Giappone, dove racconta storie fantastiche alla gente del suo villaggio. Ma quando evoca un antico spirito in cerca di secolare vendetta inizieranno i problemi. Tgcom24 vi regala una clip esclusiva e l'intervista con lo sceneggiatore Marc Haimes.

Sulle rocciose coste di un immaginario Giappone antico, vive un ragazzo di strada di nome Kubo. Si guadagna da vivere umilmente, giorno dopo giorno, affascinando gli abitanti di un piccolo villaggio di pescatori con il suo magico dono di dar vita a storie pazzesche facendole saltar fuori dagli origami animati. Quando giunge la notte, accudisce la sua ormai evanescente madre, mentre lei scivola in momenti di trance che sembrano governati dal sorgere e tramontare della luna. La sua esistenza va in pezzi quando evoca per errore uno spirito dal proprio passato che, dal cielo, si abbatte sulla terra. Costretto a fuggire insieme a Scimmia e Scarabeo, dovrà risolvere il mistero della morte di suo padre, il più grande guerriero samurai che il mondo abbia mai conosciuto, e dovrà trovare gli ambiti oggetti lasciati da lui: L’Armatura Impenetrabile, La Spada Indistruttibile e l’Elmo Invulnerabile.

A View Conference abbiamo incontrato Marc Haimes, lo sceneggiatore di "Kubo e La Spada magica"...

Kubo e la spada magica ha delle tinte un po' dark, una scelta particolare per un film animato e famiglie. Come nasce?
Kubo e la spada magica nasce anche dalla mia passione per gli Horror Movies ed è stato incredibile per me, mai avrei pensato di poter creare un film per famiglie e ragazzi da questa mia attitudine. A prima vista Kubo non sembra affatto un film per famiglie perché le ambientazioni sono scure e non ha le caratteristiche tipiche di un cartoon ma io sono fermamente convinto che i ragazzi di oggi siano davvero smart e che siamo noi adulti a preoccuparci troppo per loro e a sottovalutarli, io invece so che apprezzeranno il mio lavoro e la mia scelta di lasciare alcuni momenti così cupi perché sono funzionali alla storia che per me è la vera protagonista di un film. Solo rispettandola si può creare un prodotto che catturi il pubblico e che all'uscita del cinema faccia sentire lo spettatore di qualsiasi età soddisfatto e contento.

Le ambientazioni di Kubo sono un mix tra Oriente e Occidente
Il mio obbiettivo per questo film era quello di creare un mondo ideale dove lo spettatore non è mai stato ma che alla prima occhiata gli facesse venire voglia di andarci. Abbiamo creato un perfetto mix tra il Giappone antico e l’occidente. Dal primo abbiamo presto la calma, la misticità, la gentilezza e pacatezza del suo popolo, il sapore della tradizione. Sono sempre stato un grande appassionato di fumetti ed è da qui che ho tratto la più grande ispirazione. Poi mi sono lasciato affascinare e coinvolgere da questa cultura andando sempre di più ad approfondire il Giappone Antico con ricerche personali e sono rimasto folgorato. Dell'occidente invece abbiamo preso il caos e la frenesia che ci contraddistinguono. Il mix che ne è risultato è a dir poco unico.

Che consiglio ti senti di dare ai giovani che vogliono scrivere storie come te?
Il primo consiglio che voglio dare è scrivete, scrivete, scrivete, siate appassionati ed entusiasti ma fatelo usando la testa a volte gli scrittori di sceneggiature si innamorano di alcune idee, di alcune scene di alcune battute ma a volte bisogna essere pronti a sacrificarle per il bene del prodotto finale. In Kubo e la spada magica io ho dovuto tagliare una delle mie scene preferite, non mi è piaciuto farlo, ma alla fine bisogna avere chiaro l'obiettivo finale. Ormai quando vado al cinema a guardare un film mi rendo subito conto se chi lo ha scritto era più innamorato delle sue idee o più interessato al bene della storia e secondo me anche il pubblico in sala se ne accorge. Quante volte andiamo al cinema e all'uscita pensiamo "Secondo me questo film poteva durare anche un ora in meno"? Ecco secondo me il narcisismo narrativo è la cosa che davvero può mandare a rotoli il lavoro e la fatica di tutti quelli che lavorano sodo dietro a un film. Altra cosa che mi sento dire ai giovani storyteller è non abbiate paura di copiare dai vostri miti.vi piace Tarantino? Ispiratevi a lui senza paura che qualcuno vi dica che avete copiato. Il prodotto finale del vostro lavoro non sarà mai una copia perché ci avrete messo la vostra interpretazione, le vostre caratteristiche e la vostra visione del mondo e sarà proprio questo a renderlo originale e diverso dagli altri. Infine anche Kubo, il protagonista del film, è uno straordinario storyteller. Vi invito a osservarlo e a trarne ispirazione,io me ne sono innamorato!