Gli Stati Uniti hanno sospeso i negoziati con la Russia per il rilancio del cessate il fuoco in Siria e sulla creazione di una taskforce militare congiunta per colpire i jihadisti. "Questa non è una decisione presa con leggerezza", ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, John Kirby, che ha accusato la Russia e il suo alleato siriano di intensificare gli attacchi sulle zone civili.
Le accuse a Mosca - Gli Usa hanno anche minacciato nuove sanzioni contro Mosca. Nello spiegare la sospensione dei rapporti, il Dipartimento di Stato ha criticato la Russia per "non aver tenuto fede agli impegni assunti". E per aver scelto, insieme al regime siriano, di perseverare sulla strada militare distruggendo l'esile tregua che si era concordata: la prova, ha accusato il Dipartimento di Stato, è negli attacchi alle aree civili, prendendo di mira strutture come gli ospedali e impedendo l'arrivo degli aiuti umanitari, come mostrato dal raid del 19 settembre contro un convoglio di aiuti.
I timori della Casa Bianca - "Continueremo a dialogare con gli altri membri della comunità internazionale. La decisione presa con al Russia non lo preclude", ha sottolineato comunque il portavoce del Dipartimento di Stato, Elizabeth Trudeau, ribadendo che la posizione americana su Bashar al Assad resta invariata: "Non ha più alcuna legittimità". La Casa Bianca si è detta "preoccupata" per la situazione in Siria, ma allo stesso tempo delusa dal fatto che la Russia non abbia tenuto fede ai suoi impegni. "La pazienza di tutti con la Russia è finita. Serve una transizione politica", ha affermato il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, ricordando come lo stesso presidente russo Vladimir Putin si è espresso a favore di una transizione.
La replica della Russia - "E' stata Washington a non aver rispettato gli accordi e ora sta cercando di scaricare la colpa su qualcun altro", è stata la prima reazione di Mosca affidata alla portavoce del ministero degli Esteri. "Con gli Stati Uniti non stiamo vivendo una nuova guerra fredda", ha assicurato l'ambasciatore russo all'Onu, Vitaly Churkin. "Guerra fredda significa scontrarsi su qualsiasi argomento, non è questo il caso, ma ci sono differenze, interessi divergenti", ha precisato. "In Siria il problema sull'inattività del Consiglio di Sicurezza è che ci sono fondamentali divergenze: gli Usa stanno cercando esplicitamente di usare l'organo Onu per un cambio di regime, ma questo non è il mandato del Consiglio di sicurezza", ha sottolineato Churkin.