L'appuntamento è per sabato 6 agosto alle 22.30, al sito archeologico del Nuraghe di Cuccurada a Mogoro a in provincia di Oristano in Sardegna con Zoe Pia, geniale clarinettista e sperimentatrice sarda, che presenterà al pubblico il suo nuovo disco "Shardana". Gli Shardana sono conosciuti anche come il "Popolo del mare". Chiamati anche Sher-Dan, ovvero Principi di Dan, oltre che Eracliti dai greci, Tirreni dagli italiani, Corsi in Corsica e Nure in Sardegna.
Tutti questi nomi derivano dal fatto che questo popolo era sempre in perenne navigazione, la loro patria era il mare e la Sardegna, la terra dove sono nati. Queste le sensazioni di Zoe Pia, prima della suggestiva performance.
Sono molto emozionata, dice Zoe, e non solo perché il concerto si farà nella mia terra, ma anche perché avrò con me i suoni caratteristici che sono nel disco: quelli dei cori tradizionali sardi, non dei tenores, ma i canti processionali in lingua sarda, che sono meno conosciuti, ma non per questo meno affascinanti. Il concerto ed il disco vogliono far conoscere la musica e la cultura sarda, che ha un'ampia gamma di possibilità tutte da scoprire e mille sfaccettature, ancora da conoscere e valorizzare.
Il clarinetto è per te lo strumento ideale per sperimentare
Amo il clarinetto e "Shardana" secondo me rappresenta un contenitore; la mia cultura l'amore per mia terra per la storie e le scoperte che la Sardegna mi porta a fare in continuazione. C'è il clarinetto, in questo lavoro, ma ci sono anche le "voci" delle Launeddas, strumento tipico sardo che, secondo alcuni studiosi, sono il vero antenato del clarinetto stesso.
Recentemente hai avuto un prestigioso riconoscimento anche come compositrice...
La mia composizione "Aria Controllata" ha vinto il premio per il concorso dell'associazione"Cluster"di Lucca, dedicato alle partiture non convenzionali, con musicisti da tutto il mondo che hanno avuto l'opportunità di eseguire il brano. Le note di copertina del disco sono curate dal grande Paolo Fresu. Proprio il trombettista definisce il progetto "Shardana", come: "un coraggioso innesto di linguaggi, repertori e suoni a cavallo tra il jazz di oggi, l'improvvisazione e l'etnìa".