RAPPORTO SHOCK

Rio 2016, Amnesty: la polizia uccide più di una persona al giorno

Il direttore di Amnesty Brasile: "Gli omicidi ad opera degli agenti sono più che raddoppiati rispetto al 2015. Le autorità prendano provvedimenti invece di preoccuparsi solo del villaggio olimpico"

Tra giugno e luglio in Brasile gli omicidi messi in atto dalla polizia sono più che raddoppiati rispetto all'anno scorso. E' lo sconcertante rapporto di Amnesty International, secondo cui le persone uccise dagli agenti sono più di una al giorno. Un ritmo da brivido, che getta un'ombra pesante sui Giochi olimpici che si inaugurano il 5 agosto.

"Il Brasile ha perso le Olimpiadi prima ancora di cominciare", dichiara Atila Roque, direttore di Amnesty Brasile. L'Istituto di sicurezza pubblica dello Stato di Rio de Janeiro fa sapere che a giugno sono morte per mano della polizia cittadina 49 persone, altre 40 a maggio e 35 ad aprile. A luglio si contano già 51 morti. Mentre dal 2009, l'anno in cui Rio vinse la gara per ospitare i Giochi, gli agenti hanno ucciso più di 2.600 persone solo nel territorio della Capitale.

"I livelli di brutalità della polizia sono scioccanti - dichiara ancora Roque -. L'aumento degli omicidi per mano degli agenti appare inarrestabile e mette in serio dubbio ogni possibilità di un'eredità olimpica positiva in fatto di sicurezza pubblica. Sembra che le autorità si preoccupino solo di quanto bello può essere il villaggio olimpico. Prendano piuttosto seri provvedimenti per prevenire ulteriori violazioni dei diritti umani e consegnare alla giustizia i responsabili di tali fatti".