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Usa, strage dopo il rave party

Ragazzo uccide sei coetanei

Si erano ritrovati per un rave party notturno a Seattle, negli Stati Uniti, e al termine della festa si stavano riposando quando uno dei partecipanti ha aperto il fuoco con un fucile sui coetanei, compiendo una strage: sei ragazzi sono morti e almeno tre sono rimasti feriti. L'autore della carneficina si è quindi tolto la vita con un colpo alla testa quando la polizia lo ha circondato

Dopo la tragica conclusione della festa, una ventina di giovani sono stati portati via dalla polizia per essere interrogati, e la villetta dove è avvenuta la strage è stata presa d'assalto da genitori in preda al panico, alla ricerca di informazioni sui figli.

La sparatoria è iniziata verso le 7 del mattino locali (le 16 di sabato in Italia), quando i partecipanti al rave si sono ritrovati nell'abitazione in affitto di un paio di coetanei specializzati nell'organizzazione di feste. Il gruppo era reduce da una nottata trascorsa in un rock club cittadino, lo Studio Seven, dove avevano preso parte a quello che è stato descritto come uno "zombie rave". Molti tra i ragazzi uccisi e quelli portati via dalla polizia, secondo quanto hanno riferito testimoni oculari, avevano volti e capelli dipinti e vistosi piercing.

Il killer, dopo aver preso parte alla festa, si è allontanato dal gruppo per poi tornare armato con un fucile da caccia e aprire il fuoco sui compagni. Gli spari hanno allarmato i vicini, che hanno chiamato la polizia. Al loro arrivo gli agenti hanno prima visto uscire un ragazzo ferito, poi l'autore della carneficina con ancora in mano il fucile. "Gli è stato intimato più volte di gettare l'arma", ha raccontato il portavoce della polizia di Seattle, Rich Prutt, ma il giovane si è puntato il fucile alla testa e si è ucciso.

"Non sappiamo ancora quale fosse il suo rapporto con gli altri - ha concluso Prutt - ma sappiamo che era qui con loro e che poi è tornato con il fucile".