Un grande ritorno quello di Gianni Nocenzi, fondatore del Banco del Mutuo Soccorso, formazione storica del rock. Il leggendario tastierista, dopo una lunga assenza discografica, pubblica un nuovo lavoro, "Miniature": sei composizioni inedite con il ritorno all'amato pianoforte, definito dallo stesso musicista suo "strumento d'elezione". Nocenzi, gradito ospite a "Popular" ha presentato il disco a Milano, con un riscontro estremamente positivo da parte del pubblico.
"Non avevo in programma di fare un disco - ci spiega - molti anni fa ero deluso dalla situazione della musica in Italia, dopo 15 dischi con il Banco, non avevo più stimoli ed ho preferito dedicarmi ad altre cose che non avevo avuto tempo di portare avanti in precedenza, a causa dei numerosi impegni con il gruppo. Poi nel 1985 apparve la tecnologia del campionamento digitale, che mi sembrava ottima perché era ciò che io già cercavo e tentavo di attuare fin dagli anni '70, quando con il Banco filtravo il suono del clarinetto con un pedale come il wah wah, che in quel periodo veniva di solito utilizzato per la chitarra elettrica. Modificare i suoni mi affascinava allora e mi intriga tutt'ora, la ricerca del timbro mi ha sempre interessato è la parte essenziale della melodia, non è solo il 'vestito' di un'armonia".
Perché sei tornato a comporre?
Negli ultimi anni si sono susseguiti eventi drammatici per la storia del Banco Del Mutuo Soccorso, come la morte di Francesco Di Giacomo e di Rodolfo Maltese e la malattia di mio fratello Vittorio, che si è poi risolta brillantemente; è stato un periodo difficile, poi un giorno è arrivata la telefonata di Luigi Mantovani che è stato anche produttore del Banco. Luigi ha prodotto anche due mie dischi solisti: Empusa e Soft Songs, ai tempi in cui era direttore della Virgin Italia. Mi ha proposto di realizzare questo nuovo album, ho accettato è uscito fuori un progetto nel quale per la prima volta ho fatto un disco per solo piano, con composizioni completamente inedite.
Perché il piano?
Tornare al piano significa tornare al mio strumento di elezione, rappresenta un generatore di timbri incredibili. Per me la tecnologia moderna ed il piano non sono in antitesi ma rappresentano due facce della stessa medaglia, negli ultimi anni mentre ascoltavo mio figlio che preparava l'esame al Conservatorio ho riscoperto la capacità del piano di esprimere sfumature che si possono apprezzare solo da vicino. Uno strumento che è una vera orchestra. Inoltre è anche adatto alla sperimentazione: basta pensare al piano preparato di John Cage.
Il piano è stato per te importante fin dai tempi del Banco...
Si come avviene in "Metamorfosi" o "Rip", brani del nostro primo album o "750.000 Anni Fa... L'Amore" che è contenuto in "Darwin". Eravamo l'unica band ad avere due tastiere con un suono che si distanziava dagli altri gruppi rock, che facevano leva soprattutto sulle chitarre o sulla sezione ritmica: basso e batteria. Pur facendo in questi anni ricerca e sperimentazione di nuove tecnologie, non ho mai lasciato il pianoforte, ho realizzato il disco in sole due sessioni di registrazione di un'ora e mezza ciascuna. Ad ispirarmi nelle composizioni sono fatti della vita e fenomeni naturali come il volo delle farfalle con il loro scarti improvvisi, a loro è dedicato un brano dell'album, suonare è stato una sorta di "esorcismo laico", per superare un momento difficile della mia vita. Mi è piaciuto realizzando "Miniature" seguire molto l'istinto nel suonare ed ho organizzato la ripresa dal microfono al convertitore al registratore, senza entrare nel banco di missaggio, dando vita ad una creazione più spontanea possibile, anche se io lo avevo concepito per il sistema audio del 5.1, cioè per il multi-canale . La versione poi finita su disco è quella convenzionale stereo, ma non ti nascondo che un giorno vorrei realizzarla anche con il multicanale per fare "immergere" l'ascoltatore nell'evento sonoro. Anche se sono personalmente a favore dell'analogico, non per un questione di mera nostalgia ma di qualità musicale: a tanti anni di distanza è ancora il supporto più suggestivo.