IL DISCORSO DEL PREMIER

Draghi striglia le Regioni: "Sui vaccini trascurano gli anziani per favorire altri gruppi"

Il discorso del presidente del Consiglio in Senato: "Abbiamo quattro vaccini sicuri, ora al lavoro per le riaperture". Ok a risoluzione di maggioranza al Senato

L'aula del Senato ha approvato con 231 voti favorevoli, 25 contrari e 11 astenuti la risoluzione depositata dalle forze di maggioranza sulle comunicazioni di Draghi in vista del Consiglio europeo. Duro affondo del premier verso le Regioni che nelle vaccinazioni "trascurano gli anziani per favorire altri gruppi". "Abbiamo quattro vaccini sicuri - ha quindi aggiunto -. E' bene cominciare a pianificare le riaperture".

"Errori nell'Ue, ma ora va meglio" - "Sicuramente nell'Ue ci sono stati degli errori, ma ora le cose vanno meglio. Il commissario preposto è bravissimo e i risultati si stanno vedendo. Occorre guardare al futuro", ha proseguito l'ex numero uno della Bce. "Il coordinamento in Europa va sempre cercato, ci si muove all'unisono,  ma se non funziona in questi momenti dove il tempo è prezioso, occorre anche trovare del risposte da soli. Sul rispetto dei contratti l'Italia è stata la prima".

Mentre alcune Regioni seguono il ministero, altre trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche forza contrattuale
Mario Draghi

"Alcune Regioni trascurano gli anziani, serve unità" - Nell'Aula di Palazzo Madama, il premier si è lasciato andare anche al primo vero affondo nei confronti delle Regioni. "Per quanto riguarda la copertura vaccinale di coloro che hanno più di 80 anni, persistono purtroppo importanti differenze regionali, che sono molto difficili da accettare. Mentre alcune Regioni seguono le disposizioni del ministero della Salute, altre trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale". E, rincarando la dose: "Le Regioni seguano le priorità indicate dal governo, serve unità".

Obiettivo: 500mila vaccinazioni al giorno - L'accelerazione della campagna vaccinale "è già visibile nei dati", ha aggiunto Mario Draghi. Nelle prime tre settimane di marzo, la media giornaliera delle somministrazioni è stata di quasi 170mila dosi al giorno, più del doppio che nei due mesi precedenti. "Questo è avvenuto nonostante il blocco temporaneo delle somministrazioni di AstraZeneca, che sono state in parte compensate con un aumento delle vaccinazioni con Pfizer. Ma il nostro obiettivo è portare presto il ritmo di somministrazioni a mezzo milione al giorno. Se paragonate al resto d’Europa, le cose qui già ora vanno abbastanza bene. Per vaccini fatti, l’Italia è seconda dopo la Spagna, ma per i noti motivi l’Unione Europea si colloca dietro molti altri Paesi".

"Sburocratizzare il processo vaccini" - Sempre sul tema vaccini, il presidente del Consiglio ha ribadito la necessità di "sburocratizzare il processo di amministrazione". "Dalle esperienze degli atri Paesi impariamo una logistica efficiente può perseguire i propri obiettivi molto più velocemente, se si attua un certo pragmatismo".