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Unioni civili, fronte del No deposita il referendum abrogativo

Il Centrodestra torna alla carica. La risposta della Cirinnà: "Se si voterà non passerà"

E' stato depositato in Cassazione da diversi parlamentari di area del centrodestra il quesito per il referendum abrogativo della nuova legge che riconosce le Unioni Civili, di recente approvata dal Parlamento. Hanno firmato il deposito, fra gli altri, Roccella e Quagliariello (movimento IDeA); Molteni e Simonetti (Lega); Sacconi e Formigoni (AP); Gasparri, Malan e Palmieri (Fi); Fucci e Tarquinio (CoR); Rampelli (FdL). La richiesta: via la prima parte della legge Cirinnà con l'obiettivo di "sbarrare" la strada alle adozioni e distanziare ancor di più le unioni gay dai matrimoni. Netto il dissenso del Pd: "E' un quesito improprio perché riguarda diritti fondamentali delle persone". Certa Monica Cirinnà: "Se si voterà, non passerà l'abrogazione".

Il quesito - Il fronte parlamentare del No concretizza la sua trincea presentando in Cassazione l'annunciato referendum abrogativo. Quesito che, precisa il Comitato per il No, lascia intatti i diritti legati alle convivenze stabili, ma elimina, di fatto, lo scheletro del provvedimento Cirinnà. "Chiediamo un referendum per quelle parti discriminatorie per gli eterosessuali che non possono avere, anche convivendo, la pensione di reversibilità, e nei confronti dei bambini", spiega Quagliariello. Sacconi rimarca che "il nodo divisivo resta la genitorialità omosessuale che con il testo approvato sarà riconosciuta da ogni tribunale italiano ed europeo". E la proposta di referendum - che ora dovrà ottenere le 500mila firme necessarie - incassa, nonostante lo smarcamento della Cei, l'immediato sì del Comitato promotore del Family Day che, sabato, presenterà a Roma un "Comitato Famiglie per il No".

La risposta del Pd - Netto, invece, il dissenso del Pd. "E' un quesito improprio perché riguarda diritti fondamentali delle persone" ma "sono certo che il Paese sia pronto a rimandare il referendum al mittente, come fu per il divorzio o l'aborto", sottolinea il Dem Sergio Lo Giudice mentre Monica Cirinnà si dice certa che, in caso di referendum, "gli italiani non faranno passi indietro sui diritti".

Non tutto il fronte parlamentare del centrodestra, invece, è in trincea per il referendum. Per l'azzurra Elena Centemero, ad esempio, la mossa "inasprisce i toni" mentre il leader di Ap, Angelino Alfano, precisa come le unioni civili "per noi non sono materia di scontro" presentando al tempo stesso una serie di proposte a favore della famiglia. Ma un'ulteriore ombra potrebbe giungere, nelle prossime ore, sulle unioni civili e, in particolare, sulla stepchild adoption: quella della prima sentenza della Cassazione, chiamata a decidere sul ricorso della procura generale di Roma contro la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato l'adozione da parte di una donna della figlia biologica, nata in Spagna nel 2009, della sua compagna. E la decisione della prima sezione civile potrebbe arrivare prima del mese canonico impiegato per le motivazioni della sentenza. "Tenuto conto della rilevanza delle questioni trattate" la causa "sarà decisa in tempi brevi", fa sapere la Cassazione dove, il pg Francesca Ceroni ha invitato la Corte a rinviare la causa alle Sezioni unite od accogliere il ricorso sull'adozione coparentale. Finora sono 4 le sentenze passate in giudicato perche' non appellate. Ma la prima sentenza della Cassazione sulla stepchild potrebbe davvero cambiarne il destino.

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