Il bacino rotea a formare piccoli 8, il simbolo dell'infinito, le ginocchia dondolano seguendo i movimenti dello shimmy, figura tipica dei balli egiziani. E' la danza del ventre, definita anche "Danza Orientale", "Raks Sharki" in lingua originale e "Belly Dance" in inglese, che impazza nelle palestre di tutt'Italia e promette di diventare il tormentone della prossima stagione. Danza sinuosa ed erotica. Che, alle origini era addirittura hard: culminava con l'orgasmo.
Anche se le sue origini si perdono nella notte dei tempi, si sa che questa danza era particolarmente diffusa dalla Turchia alla Grecia e all'Africa. La sua connotazione iniziale era sacro rituale. Nell'antica versione denominata ghaziyeh le danzatrici, che avevano subito la clitoridectomia, si passavano un nastro o un velo tra le gambe fino a raggiungere il piacere. Mentre la variante chiamata awalem serviva da educazione sessuale alle giovani spose.
Da noi muovere il ventre è indubbiamente molto erotico, ma certo si sono perse tutte le implicazioni sessuali del passato e la danza del ventre è diventata una disciplina che offre molti benefici psicofisici. "Occorre mettere in gioco tutti i sensi, persino l'olfatto. E ti permette di prendere contatto col tuo corpo", spiegano alcune esperte insegnanti e ballerine di questa arcaica forma di danza. "La concentrazione è totale e si lavora sui primi chakra (centri di ricezione delle energie) della tradizione indiana: il muladhara, legato alle energie sessuali, e il manipura, centro della forza spirituale". I benefici per la salute sarebbero molti: la "bellydance" aiuta infatti a ritrovare l'equilibrio psicofisico lavorando su stomaco e basso ventre, zone in cui si accumula molta tensione.
La musica orientale poi è uno dei primi elementi che, accompagnando gli incontri di danza del ventre, amplifica le potenzialità terapeutiche di quest'ultima, essendo di per se stessa un elemento benefico e curativo. Essa infatti possiede alcune peculiarità, da lungo tempo studiate nell'ambito della musicoterapia, che hanno specifiche influenze fisiche e psichiche globalmente definite "effetto di rilassamento".
Il "cuore della musica orientale" batte ritmi distensivi, pacificanti e tranquilli ma, allo stesso tempo, rallegranti i quali attivano facilmente una risonanza sui nostri ritmi fisiologici che tendono ad entrare in sintonia con essi.
Ne conseguono emozioni positive e sentimenti salutari come serenità, gioia, senso di fiducia nelle proprie abilità e intimità con se stessi, che dipingono di nuova luce persino i volti delle esordienti che decidono di sperimentare le prime lezioni di danza orientale. Forse sono proprio espressioni come queste che, catturate sui volti delle danzatrici orientali, hanno generato nuove denominazioni di questa disciplina nota anche come "danza della felicità".
Attraverso i movimenti coreografici e incantatori delle braccia che accompagnano i passi inoltre, si scoprono in alllegria le risorse e le potenzialità espressive del "movimento" di un corpo che spesso, nelle nostre civiltà, è vissuto esclusivamente all'insegna del "bello" e "statuario". In questo modo, nel flusso sempre più morbido del movimento (fino ad ondeggiare come in un liquido), trovano spazio le emozioni.
La riscoperta del "linguaggio del movimento" porta molti vantaggi psicologici soprattutto nei casi in cui il corpo è vissuto come un problema (ad esempio per chi ha disturbi alimentari): in questi casi la danza può, pur senza sostituire ed escludere un opportuno trattamento psicoterapeutico ed eventualmente medico, aiutare a "far pace" con il proprio corpo e ad accettare la propria femminilità.
Sembra tuttavia che al fascino della danza del ventre non si siano sottratti neppure gli uomini. Sono sempre più quelli che si presentano chiedendo di imparare a fuggire lo stress. Hanno capito che la danza orientale al maschile è virile e non ha nulla a che fare con quella per signore: i movimenti sono più bruschi, i benefici gli stessi. Agitare l'ombelico sarebbe pure antidoto contro la timidezza. E una danza che irrobustisce i muscoli addominali e delle anche molto praticata nelle palestre doltre oceano, dove sta soppiantando le altre discipline ginniche. Va forte anche nelle feste vip dove un ballerino per un quarto dora di movimento arriva a chiedere un migliaio di euro.
Per gli antropologi si tratta solo di una tendenza che va avanti da qualche tempo: la femminilizzazione del maschio, che dalle donne deve imparare ad essere seducente ed ammaliante.
Nel mondo arabo però non chiamatela danza del ventre, questo nome glielo hanno dato di recente gli europei.