Il destino politico Dilma Rousseff è nelle mani dei 513 eletti alla Camera di Brasilia, dove la presidente non dispone di una maggioranza e le alleanze che le hanno permesso di governare fin qui le hanno ormai voltato le spalle. Dalle 14 di domenica è in corso infatti la votazione sull'impeachment della presidente del Brasile.
L'accusa: espedienti per nascondere il deficit di bilancio - Dilma è accusata formalmente da tre giuristi in una denuncia accolta dal presidente della Camera, Eduardo Cunha, nemico giurato del capo dello stato, di aver usato espedienti contabili vietati dalla costituzione per nascondere il deficit di bilancio.
Dilma, come ha ammesso anche il leader dell'opposizione, Aecio Neves, da lei sconfitto alla presidenziali del 2014, paga in realtà soprattutto "per la sua incapacità di governare il Paese", alle prese con una grave crisi economica che lo ha fatto sprofondare in recessione.
Gli scandali corruzione che hanno "affossato" l'immagine di Dilma - Ad incrinare l'immagine dell'ex guerrigliera marxista di origine bulgara anche gli scandali di corruzione che hanno decapitato i vertici del suo Partito dei lavoratori ed hanno coinvolto direttamente anche l'ex presidente Lula, suo mentore politico. Due fattori che hanno convinto gli alleati centristi a voltarle le spalle e a stringere accordi con la destra per governare il Paese. Un golpe, per Dilma.
Per l'impeachment necessari 342 voti - Alle opposizioni servono i voti di due terzi dei 513 eletti, ovvero 342, per far scattare il procedimento che porterebbe alla destituzione della presidente. Lo schieramento trasversale contro Dilma si dice convinto di avere raggiunto la soglia ma il governo nega e sostiene di aver portato dalla propria parte un numero di deputati indecisi sufficiente a respingere l'impeachment.
Disordini e scontri davanti al palazzo della Camera - Il voto nell'aula prosegue in una situazione di estrema tensione mentre nella Esplanada dos Ministerios, davanti al palazzo della Camera, alcune migliaia di attivisti a favore e contrari all'impeachment si fronteggiano a colpi di slogan e insulti sotto un sole cocente, controllati a vista da centinaia di agenti federali e divisi da una rete metallica fatta installare in tutta fretta dal governo per scongiurare il rischio di incidenti.