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Nicolai: "Non chiamatemi Mina"

L'artista al Tgcom sul nuovo disco

Un brano sulla prostituzione ma anche sull'amore come riscatto per una nuova vita. "Lei ha la notte" di Nicky Nicolai (contenuta nell'album "L'altalena") si è distinta a Sanremo per il tema forte. "Nel disco non ho inserito cover di Mina per evitare che si parlasse della nostra somiglianza vocale", così l'interprete a Tgcom. Ma è vero che ha detto che la Tatangelo è meglio di Dolcenera? "Ho solo detto che la sua canzone era più orecchiabile".

Allora chiudiamo qui la polemica scatenata in una intervista dove avrebbe detto che come valore artistico la Tatangelo supera Dolcenera?
Voglio chiudere qui il discorso. In realtà ho solo detto che "Essere una donna" aveva un impatto immediato rispetto al brano portato da Dolcenera. Tutto qui.

Qual è il ricordo più bello del Festival?
Quando sono entrata sul palco per esibirmi con Giovanni Allevi e Stefano Di Battista, mio marito.

E il complimento più bello?
"Le canzoni che ci sono nel suo disco, anche se scritte da altri, sembrano composte di suo pugno".

Come mai ha deciso di portare "Lei ha la notte"?
Ne avevamo proposte tre. Oltre al brano di Sanremo anche "L'altalena" il pezzo che apre il disco e un'altra canzone di Maurizio Fabrizio.

Un tema difficile e complicato quello della prostituzione...
E' vero, ma ho voluto andare oltre al testo in sè. Capita a molte donne di sentirsi in un momento "no", abbattutte e demoralizzate. Ma quando un uomo ti fa sentire bellissima e viva poi passa tutto. Ma ci sono stati molti casi di prostitute che poi inaspettatamente hanno conosciuto l'amore.

Concorda con la Mannoia quando dice che un "interprete deve riconoscere i propri limiti anche nella scrittura"?
Assolutamente sì. La forza di un'interprete sta nel far propria una canzone...Quando si cita "Quello che le donne non dicono" si pensa subito alla Mannoia. Ma il testo è stato scritto da Enrico Ruggeri. Io comunque mi sento più interprete in questo momento.

Dal rap di "Mas profunda que el agua" alle raffinatezze di "Il valzer del nostro amore", scritto da Jovanotti con musiche di Allevi. Il suo album "L'altalena" è un insieme di generi musicali diversi. Come mai?
Faccio questo mestiere da tanti anni. Ascolto proprio tutto. Non sono come quelle persone che dicono di non apprezzare questo o quel genere musicale. La musica la amo tutta indistintamente. Così è stato naturale che anche nel disco ci fosse un po' tutto.

Perché ha inserito "Imagine" di John Lennon come ghost track?
Sono molto legata a questa canzone perché mi ricorda un momento particolare della mia vita. E l'arrangiamento che abbiamo creato è stato fatto apposta per creare un'atmosfera intima.

Adesso tornerà a recitare al musical "Datemi tre caravelle" con Alessandro Preziosi?
Purtroppo no. La promozione del disco mi porterà via molto tempo.

Andrea Conti